Le poesie

Le poesie
Pur nella mancanza di una selettività netta e rigorosa, che tradisce l’assenza di una poetica unitaria, l’insieme dell’opera poetica rivela incanti sentimentali e discorsivi, sapienze immaginative e verbali, nonché invenzioni narrativo-descrittive trasfigurate alla maniera di antiche stampe e un pathos intenso e misto d’ironia. Queste componenti, ricche di forza e affermazioni, emergono dall’insieme con aspetti del tutto straordinari. L’amica di nonna Speranza e La signorina Felicita, Paolo e Virginia, Cocotte, Totò Merùmeni, Le due strade, Invernale e Una risorta si distaccano reciprocamente e restano perentoriamente uniche come se il poeta le avesse concepite senza mai far leva su un comune filo denominatore. Ad esempio, Paolo e Virginia, l’opera che il poeta stesso considerava il vertice assoluto della sua arte, presenta una tonalità propriamente lirica di raffinata eleganza e di contrappunti trascendentali che non è possibile ritrovare in nessun altro componimento. Mentre ne La signorina Felicita egli alterna le sue armonie figurative a una profusione di materia psicologica e di accenti prosaici intimamente prossimi al racconto vero e proprio. Ne L’amica di nonna Speranza, invece, affettività e ironia mantengono nel ritmo una grazia asciutta ed essenziale in cui non vi sono parole di troppo, la misura è impeccabile senza che ne vengano sminuite le profusioni più intime: “Carlotta canta. Speranza suona. Dolce e fiorita/ si chiude alla breve romanza di mille promesse la vita”…

In occasione della ricorrenza del centenario della morte, accogliamo con piacere l’iniziativa della Einaudi di far uscire nella prestigiosa collana “bianca” la summa poetica di Guido Gozzano (1883–1916). Caratteristiche privilegiate dei due volumi, la cui curatela reca come nella prima edizione del 1973 l’autorevole firma di Edoardo Sanguineti, risultano una grande varietà di accenti e suggerimenti, di timbri e linguaggio, una alternanza fantastica di immagini, un misterioso fluttuare di richiami e un cullarsi lento in emozioni diverse. Il senso di una varietà che ha rappresentato un arduo terreno di confronto per la critica militante, ma non per il lettore. Tutte queste componenti, unite a una scrittura poetica discorsiva, accessibile velocemente e scevra da elementi criptici tanto nel contenuto quanto nello stile, hanno favorito fin dal principio un sorta di simbiosi tra aurore e lettore e agevolato una naturale, istintiva propensione da parte di quest’ultimo a seguire Gozzano fin sui versanti opposti della sua poesia, garantendogli una favorevole corrispondenza che da oltre un secolo dura fino ai nostri giorni. Tutto questo, e qualche cosa ancora, forma il più genuino rigoglio di un’antologia che ci consente di percepire Gozzano come uno dei più popolari poeti italiani del secolo scorso.

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