Le ragazze

Le ragazze
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1969. Evie ha quattordici anni. Si è da poco trasferita in una città che non ama a un paio d’ore da San Francisco. Deve ancora ambientarsi, “prendere le misure” della sua nuova vita, crearsi delle abitudini Trascorre quasi tutto il suo tempo con la sua migliore amica Connie a bighellonare, a guardare i ragazzi, a sognare come sarà la loro vita. Un pomeriggio, mentre Evie e Connie mangiano un hamburger, Evie alza gli occhi ad un suono di risate. C’è un gruppo di ragazze con lunghissimi capelli al vento, spettinate, irriverenti nel loro abbigliamento ma perfettamente a loro agio: “fluide e incuranti come squali che tagliano l’acqua”. Evie resta basita. Incrocia lo sguardo di una di loro: Suzanne. Lei le sorride. Poi continua per la sua strada. Evie continua a pensare a Suzanne per molti giorni dopo. Vuole rivederla, essere una delle “ragazze”, una di loro, lasciarsi alle spalle la sua vita. E ben presto le due si reincontrano. Stavolta Evie decide di andare via con Suzanne, di trasferirsi in una specie di comune e diventare una delle adepte di Russel, una sorta di pifferaio magico attorno a cui tutto il loro mondo sembra ruotare. Russel suona la chitarra e vorrebbe incidere un disco: servono soldi. E serve denaro anche per mangiare. Evie comincia a rubare soldi a sua madre, comincia a vivere esattamente come Suzanne, a dividere le notti con lei, a vestirsi come lei: solo ora si sente amata e accettata. Solo con Russel e Suzanne, solo con “le ragazze” sembra finalmente aver trovato la sua dimensione…

Le ragazze è uno dei libri più acclamati del 2016 negli Stati Uniti e Emma Cline, l’autrice, è considerata come il nuovo talento emergente vista la sua giovane età (ha ventisette anni). I riferimenti a Charles Manson e alla sua comune sono palesi. La Cline narra una delle storie possibili che in un universo alternativo sarebbero potute accadere all’interno della comune di Russel / Manson. La protagonista, Evie, non è attratta da Russel ma da Suzanne. Decide di far parte del gruppo, di cambiare pelle in nome di un amore a cui non sa dare un nome ma che la travolge. La scrittura della Cline è cinematografica – infatti i diritti sono già stati opzionati da una major di Hollywood – e ogni particolare conta, ogni dettaglio è importante ai fini della storia. Il 1969 della Cline è descritto nei minimi dettagli, perché tutto diviene fondamentale per arrivare a quella che sarà la tragedia finale. Le ragazze, in fondo, sono molto più forti, più spietate, più indipendenti di Russel/ Manson: lui ordina, ma sono loro a sporcarsi le mani di sangue, loro a spingersi oltre ogni limite, a guardare l’abisso e l’orrore e a decidere comunque di uccidere a sangue freddo, perché “c’è così tanto da distruggere”. Le ragazze è un romanzo duro, spietato, stilisticamente perfetto, è una storia da cui non ci si stacca con facilità, che ci colpisce a fondo, nell’anima. Emma Cline riesce a portare nel presente tutta la solitudine, l’insoddisfazione, la voglia di spingersi oltre, che accomuna tantissimi adolescenti. Il 1969 non è tanto diverso, sotto alcuni punti di vista, dal nostro presente.



 

 

 

 
 
 
 

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