Le regole dell'attrazione

Le regole dell'attrazione
Università di Camden, New Hampshire. È qui che si intrecciano le vite quasi sospese in un eterno presente di Lauren, Paul, Sean, Victor. È questo il centro nevralgico, il cuore pulsante, il bandolo della matassa da cui si dipartono tutti i legami che intrecciano le loro esistenze. Tra un party e una serata trascorsa in un pub a bere fino a perdere conoscenza, tra una lezione saltata ed una puntata in un campus vicino per allargare il tessuto di relazioni sociali, tra una pasticca di anfetamina e una di ecstasy (senza disdegnare la metedrina o una sniffata di coca), ciò che è importante è perdere la cognizione del tempo e dello spazio, far smettere – o almeno dare tregua – al dolore che ognuno si porta dentro. E il dolore si può sublimare in mille modi diversi: stordendosi, bevendo, facendo sesso senza neppure ricordare chi sia stato il proprio partner, percorrendo le strade dell’Europa come fa Victor. Ogni protagonista ha la sua storia, ha il suo vasto spettro di emozioni ricco di mille e mille sfumature, ha una famiglia alle spalle che, spesso, non comprende e da cui non ha intenzione di essere compreso. L’amore è un sogno. Una meta quasi irraggiungibile. Ciò che conta è navigare a vista, vivere il momento, cavalcare l’istante. Essere qui ed ora…
Bret Easton Ellis è una delle voci più interessanti della narrativa americana contemporanea. E a quanto pare non a caso, perché con Le regole dell’attrazione è stato in grado di realizzare un romanzo corale, in cui ogni protagonista racconta in prima persona ciò che gli sta accadendo. Gli io narranti sono molteplici, caleidoscopici, avvolgono il lettore in una spirale da cui difficilmente si riesce ad uscire. Probabilmente la lettura potrebbe non essere semplice: a volte le narrazioni si sovrappongono, come se ci fosse da parte di ogni personaggio la voglia di raccontarsi, l’urgenza di parlare di ciò che sta accadendo. Non è necessario applicare dei facili moralismi e porsi in una posizione giudicante: Ellis non giudica le vite disperate, senza appigli né ancore di salvezza, dei suoi personaggi. Lauren ed il suo amore disperato per Victor, la complessa relazione omosessuale tra Paul e Sean, i difficili equilibri che si creano in un college, sono sviscerati sotto ogni punto di vista. Non c’è salvezza. C’è solo il continuo movimento della vita che ininterrottamente fluisce, ci scivola tra le mani come fosse acqua, è spesso impossibile da decodificare secondo schemi o morali imposte dall’alto. “La vita è come un errore tipografico: scriviamo e riscriviamo cose su cose”.

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