Le scarpe rosse

Zozie è una donna dalle mille esistenze: il nome non è suo, il passaporto nemmeno. Vive viaggiando, colleziona vite. Le vite degli altri. E’ solo un caso, oppure il vento che insegue e trascina chi lo sa ascoltare, a portarla davanti a una chocolaterie piccola e triste, dove incontra Annie (Anouk) e sua madre Yanne. La “defunta” Vianne Rocher, che ora si fa chiamare Yanne e vuole dimenticare se stessa e un passato che l’ha minacciata e resa diffidente. Nella chocolaterie vuota di passioni e clienti Zozie incontra anche la piccola Rosette, bimba che assomiglia a un gatto e non sa parlare: ha quattro anni ma ne dimostra due, e gioca immersa in un mondo incomprensibile in compagnia della scimmia Bam (che solo lei sa vedere). La vita di Yanne, Annie e Rosette scorre monotona e senza colori, e la magia, i piccoli sortilegi con cui sapevano colorare i giorni, sono scomparsi sotto una normalità imposta dal terrore di soffrire, dalla paura di sparire sotto i colpi di un mondo che non ha mai saputo capirle: i vestiti sgargianti che Vianne ha amato, il cioccolato preferito offerto ai viandanti, la gioia di festeggiare il sorgere del sole e il calare della notte non esistono più. Yanne cerca sicurezza e anonimato, si aggrappa disperatamente ad abiti scialbi e abitudini consolidate e all’amore noioso di Thierry, un uomo più anziano ricco e senza fantasia. L’arrivo di Zozie è però il segno di un vento dispettoso che sconvolge l’esistenza: Zozie è allegra, colorata, prodiga di attenzioni e affetto soprattutto per Annie, che ritrova in lei la madre (Vianne, ora spenta in una Yanne che nega se stessa) che nei primi sette anni di vita ha amato con fiducia e trasporto totali. Zozie guadagna la fiducia di Yanne e delle sue figlie, e va a vivere con loro ridestando la chocolaterie a fasti impensabili: con pochi mezzi e molta creatività la trasforma in un luogo di fascino e magie, e la clientela scettica e rara diventa sempre più numerosa. Yanne ritrova la passione per il cioccolato da fondere, modellare, mescolare a cannella e zenzero e mandorle per regalare a ciascuno “il suo preferito”. Ma un’altra visita inattesa è destinata a cambiare il destino di tutti: Roux, il padre di Rosette, unico vero amore che Vianne ha lasciato senza avvertirlo della propria gravidanza, riappare all’improvviso, turbando la quieta e passiva serenità della donna che ancora ama moltissimo. Il ritorno di Roux turba Thierry, che sta per sposare Yanne, e rischia di intralciare i piani di Zozie: sì, perché la bella e affascinante Zozie, prodiga di sorrisi e dolci magie, aspetta solo il momento adatto per rubare altre vite e fuggire lontano…
Le scarpe rosse è l’atteso sequel di Chocolat, un seguito assolutamente all’altezza della storia precedente: Joanne Harris riesce con questo fortunato romanzo a ricreare l’atmosfera di magia intorno a Vianne-Yanne e alla sua Anouk-Annie, intrecciando leggerezza e sogno ad assalti crudeli di una realtà incapace di accettare chi è diverso, e all’alone nero del Male assoluto, subdolamente intriso di raggiante bellezza. L’affascinante Zozie, ladra di anime e vita, si insinua nel grigiore che Yanne ha scelto per se stessa e per le figlie ridestando passioni e desideri, risate e speranze, e per molti capitoli riesce a inchiodare il lettore in una duplice visione di Bene-Male che fa sperare in un lieto fine: pagine e pagine di incanto spingono a credere che Zozie non possa, non riesca a essere davvero crudele, che i giorni nella chocolaterie con l’amore fiducioso di Annie e della piccola Rosette sappiano farla deviare dai propri maligni propositi. E c’è Roux, anche, l’uomo libero e senza dimora, l’uomo che ama e non può offrire altro che se stesso: è la sua mente a resistere alle lusinghe di Zozie e alla cattiveria del ricco e borioso Thierry, e a rendere la via del Male molto, molto tortuosa e difficile. La magia del cioccolato, per ciascuno diverso e ricco di significati, la bellezza dell’amore che, scacciato e negato, riemerge al soffiare del vento, la poesia di una bambina piccola e muta capace di catalizzare intorno a sé vortici di emozioni, la lotta senza quartiere tra un Male che è furto ma anche banale normalità, esistenza codificata, ricchezza pigra e senza scopo, e Bene povero ma enormemente bello e denso di magia, di passione, di corse spensierate incontro a un destino incerto e pieno di sorprese: la lettura de Le scarpe rosse restituisce sorrisi e voglia di ridere, e la sensazione insistente, talvolta palpabile, che il mondo non finisca in una casa riccamente restaurata, in un maglione di puro cachemire indossato nelle giornate d’inverno, in amori privi di slancio ma rassicuranti e stabili, in magie strumentali che vogliono strappare l’anima. L’amore è per sua natura incerto, talvolta imperfetto, ma se ci si affida al vento con la braccia aperte e il cuore libero si può dire davvero di avere vissuto.

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