Le scelte di Erica

Le scelte di Erica
Villa di Castel d’Aiano è un piccolo borgo posto sulle pendici collinari bolognesi. È da poco terminata la Seconda Guerra mondiale ed Erica, primogenita di una famiglia di contadini povera e numerosa, assolve ogni giorno al compito di condurre al pascolo il gregge delle pecore e lo sciame dei propri sogni repressi. Ha una pelle delicata come la porcellana, morbidi riccioli biondi e due meravigliosi occhi azzurri. La sua indole non è affatto acquiescente e rinunciataria come quella della madre, disposta a subire remissivamente le angherie di un marito fedifrago e violento. La sua bellezza non passa inosservata ad Achille, patriarca della più ricca famiglia del posto, che ha trent’anni più di lei e una moglie affetta da un male incurabile. L’uomo finisce per invaghirsi della giovane ragazza, le insegna a cavalcare, la colma di attenzioni e di denaro, ma la espone a un violento agguato da cui uscirà fortemente provata. Fino a quando non busserà alla sua porta Calogero Nicosia, un giovane appuntato dei Carabinieri di origine pugliese, dai lineamenti marcati e dallo sguardo penetrante. Sarà lui a fare breccia nel cuore di Erica, consentendole di imprimere alla propria vita la svolta fondamentale che cercava… 
La vicenda artistica di Mariel Sandolini, nata a Bologna nel 1942, pare davvero confermare la tesi che il talento degli scrittori si manifesti appieno nella maturità. Già autrice di una raccolta di poesie e del romanzo Le ragazze del circolo Mela, pubblicati in età non più giovanissima, in questa sua terza opera si rivela ancor più dotata di una confortevole facoltà di scrittura. Tale da avvolgere il lettore come una coperta calda d’inverno e cullarlo fino all’ultima pagina, con il racconto appassionante di una storia colta dalla voce di chi l’ha realmente vissuta. Della capacità di abbozzare, con un semplice tratto di penna, peripezie e travagli interiori dell’alterna vicenda della protagonista. Mariel Sandrolini descrive, con calma e impassibile candore, ambientazioni sociali e risvolti umani. in un equilibrio perfetto e funzionale al tentativo di radicare, ancor più profondamente al contesto di appartenenza, quel serbatoio di immagini, di esperienze e di prospettive che la scrittura con immediatezza riesce a rievocare. Perché non di sola narrativa si sta parlando, ma anche di vita, di vita vera con cui fare i conti. Per attraversare lo spessore del tempo e riconoscersi.

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