Le sirene di Titano

Le sirene di Titano
“Crono significa tempo. Sinclastico significa incurvato dalla stessa parte in tutte le direzioni, come la buccia di un’arancia. Infundibulum è il nome che gli antichi Romani come Giulio Cesare e Nerone davano all’imbuto”. Una definizione necessaria per capire quello che è successo a Winston Niles Rumfoord mentre viaggiava indisturbato nella sua navicella spaziale insieme al suo cane Kazak: entrati casualmente nel cuore di un “infundibulum crono-sinclastico”, cane e padrone sono diventati un eccezionale fenomeno ondulatorio spazio temporale, che fa sì che possano esistere in tutte le dimensioni dell'Universo e materializzarsi in determinati luoghi distanti anni luce solo per alcuni minuti. Rumfoord quindi può conoscere  il passato, il presente e il futuro, e le sue apparizioni improvvise dentro la sua mansione diventano eventi moltitudinari attesi da migliaia di persone desiderose di assistere al fenomeno più incredibile di tutta la storia dell'umanità. Tutti contenti tranne logicamente Beatrice, la moglie di Rumfoord, i cui contatti col marito si sono ormai ridotti alle brevi e enigmatiche apparizioni di quest'ultimo. Le sorti dei protagonisti e dell’umanità stessa cambieranno per sempre con l'entrata in scena di Malachi Constant, un giovane dongiovanni baciato dalla fortuna. Anche se, logicamente, tutto ciò era stato già visto (o programmato?) in precedenza (o nel futuro immediato?) da Rumfoord....
Come nella maggior parte della produzione letteraria di Vonnegut jr, anche ne Le sirene di Titano l'essenza della narrazione si appoggia principalmente sulle dis-avventure di personaggi forti, perfettamente caratterizzati, complessi nella loro tranquilla eccentricità, attraverso i quali l’autore trasmette il suo pensiero. Qui il protagonismo ricade quasi esclusivamente su due personaggi: un Winston Niles Rumfoord manipolatore e scettico, capace di osservare contemporaneamente tutti gli istanti e ogni realtà, che agisce indisturbato tra le pieghe del tempo (l'infundibulum crono sincrastico è l'”aleph” vonnegutiano, oltre che un pretesto per mettere in marcia l'azione), e Malachi Constant, un uomo normale, semplice, un favorito sulla terra semplicemente per essere in possesso di una fortuna economica che ha guadagnato senza il minimo sforzo e trasformato in una marionetta nelle mani di Rumfoord. I personaggi secondari (Beatrice, Crono, Boaz...)  fanno da meraviglioso contorno a questo duetto impareggiabile. Un'opera geniale, una Bibbia del pensiero dell'autore che smonta con la sua inconfondibile ironia i tre pilastri alla base della nostra società: la religione, la politica e l'esercito. Vonnegut jr svela l'inutilità e la pazzia delle regole stabilite dall'uomo, e mettendo a nudo le debolezze e i sentimenti più patetici dei suoi personaggi, metafore di tutto il genere umano, dimostra che le religioni, e di conseguenza gli stati e le guerre,  sono semplicemente uno scherzo (di cattivo gusto) che l'umanità sta facendo a se stessa fin dall'inizio dei tempi.

 

 

 

 
 
 
 
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