Le stelle cadranno tutte insieme

Le stelle cadranno tutte insieme
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Sono le 3:44, ma a Los Angeles, centro indiscusso della cinematografia mondiale, sono le 18:44. Lui è sveglio e vorrebbe avere qualcuno con cui parlare anziché passare il tempo a leggere i tweet di Cameron Diaz e a visualizzare i post di Hugh Jackman su Instagram. Si veste e scende in giardino, si fuma una sigaretta che ha rubato a suo padre, che tornato dal lavoro gli aveva posto due domande nette: Che lavoro vuoi fare da grande? Tu e Aria siete solo amici o state insieme? Se alla prima domanda la risposta era abbastanza semplice (“Voglio scrivere sceneggiature”) anche se si andava a scontrare con la convinzione paterna che il vero lavoro sia quello manuale, la seconda risposta richiedeva senz’altro un’indagine più approfondita, e forse nemmeno lui sapeva darne una chiara. Poi a un certo punto è proprio Aria lo chiama sul cellulare: Cinemascope, il suo cane, non si muove più. È morto, allora decidono di metterlo in un trolley e andare a seppellirlo. Sanno entrambi che la loro vita è dura, ma un giorno se ne andranno da lì e diventeranno famosi, sia loro due che il loro amico Danny Bogart, che salta da un casting all’altro in attesa di svoltare e diventare attore… Sono passati diversi anni, la provincia è un lontano ricordo e i tre si sono persi di vista. Aria è alle prese con le conseguenze della tossicodipendenza del fratello, ed è ancora convinta di vedere persone morte; Danny Bogart ha fatto una carriera di tutto rispetto nel cinema, ha girato diversi spot ed è arrivato addirittura a recitare in un film con Salvatores; lui invece è riuscito a diventare uno sceneggiatore di grido (il suo ultimo film, a detta di tutti, brilla per suspense e per la capacità di non svelare il finale) e insegna scrittura creativa. Una situazione che pare idilliaca, fino a quando il suo agente non scompare nel nulla…

Iacopo Barison, classe ’88, con Le stelle cadranno tutte insieme edito da Fandango giunge al suo terzo romanzo. L’esordio era stato 28 grammi dopo (Voras) seguito da Stalin + Bianca (Tunuè, 2014). Proprio il suo secondo lavoro, già candidato al Premio Strega e del quale sono stati venduti i diritti di traduzione e di trasposizione cinematografica (ci sta lavorando il regista Daniele Ciprì), ha rappresentato l’ideale trampolino di lancio per l’autore che vantava già collaborazioni con siti e riviste letterarie, minima&moralia su tutte. Anche questo, come il precedente, è un romanzo che parla dei giovani e ai giovani, e quel che sembra essere il fil rouge a legare i due libri è la volontà di raccontare la crescita e l’ansia derivante dallo spostarsi nel mondo dei grandi, anche quando si raggiungono i traguardi che da giovani ci si era prefissati. Il libro si nutre lungo tutto il suo arco di citazionismo cinefilo e rimandi continui alla settima arte, stella polare non solo dei tre protagonisti ma evidentemente anche dello scrittore. Proprio l’essere intriso di cinema e l’essere caratterizzato da dialoghi densi e serrati è il punto di forza de Le stelle cadranno tutte insieme, che non rinuncia a sconfinare dall’apparente realismo e finire a parlare di avvistamenti UFO e sparizioni che hanno del soprannaturale. C’è dunque la dialettica fra razionalismo e irrazionale, speculare a quelle vita/morte e presenza/assenza che vengono evocate di continuo, c’è la contrapposizione generazionale, ma anche una sovrapposizione e confusione dei piani temporali che disorienta – all’inizio piacevolmente – per finire poi con il lasciare più di qualche dubbio sull’architettura narrativa e sull’ordine degli eventi. Alcune linee della trama sembrano non del tutto risolte, non è ben chiaro dove vogliano andare a parare, come non è ben chiaro se questo lasciare le cose non del tutto compiute sia una scelta voluta o meno. La sensazione è che molte digressioni, molti approfondimenti e molte precisazioni si potessero eliminare del tutto senza far danni, ottenendo anzi un libro decisamente più asciutto e snello. Nel complesso, una prova meno convincente rispetto al libro precedente, ma che Barison sia uno scrittore di talento è un dato difficilmente discutibile.



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