Per le strade della Vergine

Per le strade della Vergine

Una sinfonia che è risonanza di luoghi visitati e tempi attraversati, di visioni e libere associazioni, di frammenti di vita personali e relazioni sociali, resoconti di legami sentimentali e rapporti di amicizia, di particolari inediti che balenano da un passato mai obliato e incubi che annebbiano la visuale dinanzi a cui è rivolto lo sguardo, di profonde immersioni nel vasto mare della lettura e l’eco sommessa della voce autori che risuona al passaggio, di doloroso confronto con la malattia e con l’elaborazione del lutto. Tale si presenta a lettore lo zibaldone nel quale l’autore annota osservazioni e riflessioni rilevate durante un decennio di viaggi attorno al nostro Paese. Di pellegrinaggio e peregrinaggio lungo le strade della Vergine, ovvero “nei crocicchi delle sofferenze indicibili di ogni atomo di materia”, tra cortei di abortiste, torvità di scemi tecnologici che ascoltano la musica con le cuffie nascosti dietro occhiali dalle lenti scure, grappoli di ladruncoli, drogati, giovani dalle teste rasate e prive di consapevolezza del nulla che li annienta. In città dai muri sfregiati da invettive e slogan politici, rese inumane dal sudiciume e dai miasmi del traffico, da un manto nebbioso di aria irrespirabile e dal ritmo ovattato di un tempo che volge fatale alla deriva…

Nel denso percorso di 278 pagine di questo Per le strade della Vergine si dipana un labirinto di testimonianze di viaggio e di costumi sociali, ma anche una fitta selva di rimandi culturali e di vicende personali al termine del quale non resteranno dubbi al lettore sulla vena caustica e irriverente che già nel periodo dal gennaio del 1988 all’aprile del 1998 caratterizzava l’indole e la scrittura di Guido Ceronetti. Intellettuale incline all’irritazione rivolta verso i soggetti e le forme di una modernità che indulge al declino, la vuota retorica dei riti mondani, la mediocrità del pensiero dominante e la banalità dei luoghi comuni, l’autore non risparmia niente e nessuno. I suoi strali colpiscono, senza discriminazione alcuna, un vasto campionario umano che si barcamena tra bassa cultura e menzogna in uno scenario sociale privo di progettualità, dove il quotidiano diviene scialo e si realizza nella ritualità delle convenzioni e nell’omologazione dei comportamenti. Ceronetti analizza e sparpaglia come foto le immagini raccolte dal suo sguardo, addensa con disordine creativo le sue riflessioni, invita a recuperare così l’idea della cultura come conoscenza di un altro presente. Un presente che non si stanca di seminare il dubbio e di corrodere i dogmatismi della modernità, trovando nuove corrispondenze e nuove forme con cui ridefinirlo per portarci su una strada di pensiero che scorre anche al di fuori di ciò che è evocato. Leggere per credere.



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