Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Le tre stimmate di Palmer Eldritch
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Barney Mayerson è il più famoso precognitivo della P.P. di New York City. Le sue capacità di previsione del successo di un prodotto sono innate, un dono di natura che non ha prezzo. Anche se ha appena iniziato una relazione con la sua assistente Rondinella ‘Roni’ Fugate, è ancora scosso dalla separazione con la sua ex-moglie Emily, ceramista. Quando Richard Hnatt, il nuovo marito di Emily, propone allo stesso Barney i prodotti in ceramica della moglie da miniaturizzare per “Perky Pat” - un gioco virtuale che serve ai coloni extramondo per svago - il boss rifiuta, anche se Roni (pre-cog pure lei) non è d'accordo. Nel frattempo un'astronave proveniente dall'esterno del sistema solare precipita su Plutone. Al suo interno viene ritrovato Palmer Eldritch, un industriale/cyborg interplanetario che sembra aver scoperto una nuova droga chiamata Chew-Z. Leo Bulero, presidente del consiglio di amministrazione della P.P. vuole riuscire a fare un accordo commerciale con Eldritch, ma viene trattenuto dall'ONU, dopo che si viene a sapere che la sua società raffinava e distribuiva il Can-D, droga illegale masticata dai coloni per godere al meglio l'esperienza nel mondo miniaturizzato di Perky Pat...

Scritto nel 1965, il libro di Philip K. Dick prevede decine di futuri che oggi stiamo sperimentando: la realtà virtuale, il surriscaldamento globale, l'evoluzione dei mezzi di comunicazione e la pervasività delle droghe. In più profetizza la volontà umana di ricorrere alla medicina per cambiare il processo evolutivo individuale con lo scopo di raggiungere standard da superuomini. Queste e molte altre visioni sono contenute in una storia che da decenni alimenta la fantasia di registi, disegnatori e amanti della fantascienza. Il mondo di “Perky Pat” e l'allucinazione collettiva dei coloni dividono il racconto in sezioni e shot bipolari, che descrivono una presunta realtà e la sua controparte generata dalle multinazionali, che manipolano e generano il mondo virtuale di bamboline à la Barbie e Ken, simulacri di un Eden perduto, dove ogni giorno è sabato, le donne hanno corpi perfetti e gli uomini si possono permettere fuoriserie e capi d'alta moda. Un trip che col passare delle pagine diventa sempre più complicato e aggrovigliato, che pone questioni filosofiche sull'essenza/percezione del reale, sul controllo di quello che vediamo e crediamo, spunti che decenni a seguire sarebbero stati alla base del successo di “Matrix” o “Blade Runner”. Una delle opere più complesse del maestro americano, a tratti deviante, ma che col passare degli anni diventa sempre più attuale. Senza laser né battaglie galattiche o mostruosi esseri ripugnanti piombati da chissà quale pianeta, Dick ci dice che è nell'esplorazione della mente e del comportamento umano che dobbiamo andare a cercare lo stupore del nuovo. In poche parole, un classico.


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