Le vedove di Eastwick

Le vedove di Eastwick
Sono trascorsi oltre trent’anni da quando le tre adepte del diavolo Alexandra, Jane e Sukie hanno sconvolto con le loro trasgressioni e i loro capricci poco ortodossi una tranquilla e ridente cittadina del New England. Si sono infine innamorate, sposate, hanno messo come si suol dire la testa a posto e pur avendo intrapreso strade differenti hanno mantenuto vivi i reciproci contatti. Ma che fine hanno fatto veramente? Possibile siano diventate le classiche, innocue e insignificanti casalinghe modello middle class, intente a infornare biscotti, mettersi bigodini, ritirare latte e giornale sulla soglia di anonimi villini prefabbricati, frequentare magari qualche corso di bridge o giù di lì, in attesa del rientro postlavorativo dei loro uomini? Proprio loro che con diabolico calcolo e famelica determinazione avevano messo a soqquadro l’intero sesso maschile (e femminile) dell’americana società? Le ritroviamo qui, vedove, una dopo l’altra, dei poveri, ignari mariti che hanno forgiato e manipolato a colpi di magia nera. Il primo lutto riguarda Alexandra, la strega che si divertiva a pungere “puppine”. Il dolore della perdita è forte e il modo migliore per superarlo è quello di ricucire antichi rapporti. Così rintraccia Jane che, guardate caso, ha perso anch’essa di recente il consorte. Per riprendersi, le due vedove decidono di fare un viaggetto in Egitto. E questa non sarà l’unica gita fuori porta descritta nel romanzo. Tra le altre tappe compaiono il Canada, la Cina e… ancora, la maledetta, l’innominabile Eastwick. Ebbene sì. Il luogo degli indicibili misfatti commessi dal trio tanto tempo addietro risorge dalle ceneri e diventa nuovamente il centro di un’infuocata, infernale estate. Vi giungono in congrega le inseparabili amiche, Sukie compresa e ovviamente vedova, per pareggiare i conti con il passato e combinarne di nuove e indicibili. All’appello sembra mancare solo un nome: il perfido Darryl Van Horne che aveva condotto alla perdizione le allora fanciulle. Ma, attenzione, il Maligno non è scomparso. Si nasconde nelle più insospettabili sembianze ed è pronto a sferzare uno dei suoi più magistrali colpi…
Le vedove di Eastwick è il romanzo con cui l’amatissimo scrittore, poeta e critico John Updike si è congedato dal pubblico e dalla vita lo scorso gennaio 2009. Una prova letteraria di livello, che diverte, intriga e  ci rende partecipi dell’impietoso declino del maschio americano e di alcuni abusati luoghi comuni di tante chiacchiere salottiere e belmondane. Le streghe, certo, sono cresciute ma i volti indimenticabili di Cher, Pfeiffer e Sarandon che le hanno sprigionate dall’inchiostro alla carne del grande schermo, con la celebre pellicola del 1987 diretta da Gorge Miller non possono non tornare alla mente, come il sulfureo ghigno dell’impareggiabile Devil-Nicholson. Le avventure di questo secondo e ultimo, riuscito episodio proseguono fitte e imperdibili, ricche di colpi di scena in una scrittura incalzante, coinvolgente e assolutamente gradevole. Le maliarde, vedrete, non si sono stancate di collezionare scandali e ci consegnano con generosità e impudicizia in ben 317 pagine un inventario di malefatte che solo l’immaginazione colorita dell’autore poteva confezionare tanto mirabilmente. Attendiamo naturalmente con curiosità ed eccitazione la trasposizione cinematografica, sperando sia almeno questa volta fedele in toto al testo. Intanto, buona lettura.

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