Le veline del Duce

Le veline del Duce
Una selezione delle più significative e singolari 'veline del Duce', cioè le disposizioni di stampa che il regime fascista faceva recapitare quotidianamente alle redazioni dei giornali per dare precise indicazioni su quali notizie e quali foto pubblicare e quali viceversa trascurare e nascondere. In appendice, una cronologia dei principali eventi del periodo del fascismo e numerosissime foto d'epoca...
L'Italia del ventennio fascista? Nel ricordo degli anziani e nelle descrizioni dei mezzi di comunicazione di massa dell'epoca era un Paese quasi perfetto, un'isola felice senza disoccupazione e senza criminalità, dove perdipiù - miracolo - i treni arrivavano sempre in orario. Si trattava della prova di un'efficienza amministrativa mai più raggiunta da allora o di una visione artefatta, 'suggerita' dall'alto a cronisti compiacenti o timorosi? La grande mole di 'veline', cioè di direttive ora insinuanti ora minacciose rivolte dai gerarchi e in molti casi da Benito Mussolini in persona agli operatori dell'informazione affinché dessero versioni edulcorate o manipolate ad arte degli eventi sembra suggerire proprio questo. Nei preziosi documenti usciti fuori dagli archivi di tutte le maggiori testate giornalistiche il regime detta la linea proprio su tutto, dalla censura rigidissima su scioperi, manifestazioni o malcontenti all'alimentazione, allo sport, alla politica estera, alla cronaca nera, perfino sulla lunghezza delle gonne delle donne. La rilettura di tutte le disposizioni di stampa restituisce al lettore intatta dopo decenni di oblio l'immagine di un Paese vivo, vero, imperfetto, povero, tutt'altro che monolitico politicamente. Un Paese che si è cercato di soffocare, nascondere, schiacciare sotto la cappa oppressiva della propaganda: bastava disattendere anche la nota apparentemente più marginale e paradossale, e un giornale veniva ritirato dalle edicole, mentre il malcapitato giornalista fungeva da capro espiatorio. Più di mezzo secolo dopo, un giornalista di lungo corso come Riccardo Cassero riscatta le umiliazioni professionali e le sofferenze di una generazione di operatori dell'informazione facendo luce sui segreti di quella Italia apparentemente perfetta, anche grazie ad una cronologia che rende perfettamente l'idea dell'incalzare dei drammatici eventi che portarono alla disfatta italiana e ad un apparato iconografico (disegni, documenti, ma soprattutto decine e decine di splendide fotografie esaltate dal grande formato del libro) che varrebbe da solo l'acquisto del libro. Davvero uno spaccato di storia italiana tanto drammatica quanto tragicamente grottesca.

 

 

 
 
 
 
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