Leggere

Leggere

“Un libro dev’essere l’ascia che spezza il mare ghiacciato dentro di noi”: così diceva il grande Franz Kafka. Ma, in fondo, perché si legge? O non sarebbe meglio chiedersi perché si scrive? La scrittura è, tra le forme di comunicazione, la migliore. Ma la scrittura è anche una forma di comunicazione artificiosa e innaturale: un insieme di segni che, messi insieme, assumono un dato significato. Si tratta chiaramente di un’operazione mentale e di questa operazione mentale fa parte anche l’attività del leggere. E, quindi, per riprendere un passo di Diderot: chi sarà il padrone, lo scrittore o il lettore? Entrambi, forse. O, invece, seguendo l’insegnamento di Umberto Eco, il vero padrone è il lettore, ossia l’interprete? E cosa accade nel momento in cui ci si lascia andare al piacere di leggere? Quali sono i meccanismi di natura emotiva che ne nascono? Innanzitutto, la lingua è una struttura logica, ma è anche un complesso sistema emotivo atto a far sorgere sentimenti e non solo trasmettere informazioni. Leggere un testo, la lingua di un testo, è un’attività che richiede impegno, perché leggendo, vediamo e cogliamo i simboli riuscendo a vedere, non i simboli, ma le cose in sé…

Scrittore, giornalista, conduttore televisivo, Corrado Augias con questo piccolo saggio ci apre le porte del suo mondo costellato di libri. Tutto iniziò quel lontano giorno nel quale da “mediocre alunno di ginnasio” divenne uno studente interessato a ciò che leggeva. Era una mattina qualunque quando il suo professore di italiano lesse a voce alta un brano dei Sepolcri di Ugo Foscolo: quella lettura ricca di passione ebbe la potenza di dissolvere la noia che dominava quella mattina, che da qualunque divenne speciale. In quel momento, nacque il suo amore per la lettura perché la lettura ‒ che è atto tutt’altro che naturale ‒ scaturisce per forza da un gesto di seduzione. Da quel folgorante inizio, l’autore prosegue nel narrare aneddoti interessanti e divertenti sulla sua vita di lettore interessato, vorace e curioso. E in ogni pagina, da ogni vicenda descritta, da ogni citazione viene alla luce, senza bisogno di evidenziarlo, un amore fuori dal comune per la pagina scritta. Hugo, Chandler, Sherazade, Bradbury, Chateubriand e tanti altri autori con i loro personaggi e le loro storie appaiono in queste intense pagine. Da non sottovalutare anche gli innumerevoli spunti di lettura che obbligano quasi ad annotare, di tanto in tanto, un nome, un titolo per un “poi” che si vorrebbe non troppo lontano. Anche questa è seduzione.



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