Leonardo in “chiaroscuro”

Leonardo in “chiaroscuro”

Leonardo da Vinci era giunto a Milano da Firenze nel 1482 per porsi al servizio della corte Sforzesca, Sia il duca Giangaleazzo Sforza che lo zio Ludovico il Moro che gli succederà, affidano al genio vinciano ampie possibilità di espressione in virtù della notevole reputazione di cui godeva. Entrambi desideravano fare della città lombarda un centro di irradiazione culturale in grado di costituire per le altre corti un modello pari a quello conseguito da Firenze. L’artista toscano si mette proficuamente all’opera e nel giro di poco tempo le innovazioni prodotte nel campo delle arti destano fascino e accrescono ancor più la sua fama. Ma ad un certo punto, per ragioni ancora controverse sulle quali il presente studio cercherà di fare luce, le cronache del Vasari comunicano che egli fece rientro a Firenze nell’estate del 1495. Pare, infatti, che Girolamo Savonarola lo avesse convocato per ottenere la sua consulenza in merito alla ristrutturazione architettonica di Palazzo Vecchio. Da alcuni documenti emerge la volontà di Leonardo di unirsi alla spedizione di Carlo VIII verso Roma e Napoli. Ma perché allora egli si fermò solo a Firenze? Forse che gli Sforza, preoccupati per la cacciata dei Medici, volessero servirsi di lui per assumere informazioni di prima mano su quanto stava accadendo in città? Quali lezioni è possibile trarre dal viluppo di relazioni che Leonardo infittisce non solo con il Savonarola, ma anche con Machiavelli e Agostino Vespucci?

Marco Versiero, dottore di ricerca in Filosofia Politica e in Letteratura Italiana Moderna, nonché socio ordinario dell'Ente Raccolta Vinciana di Milano e membro della Leonardo da Vinci Society di Londra, è autorevole autore di diversi saggi critici e di eventi artistici dedicati al geniale protagonista del Rinascimento. Le pagine del testo, che qui ci vengono fornite in esame, arricchiscono l’intensa mole degli studi fino ad oggi presenti sulla vicenda biografica di Leonardo soffermandosi sugli aspetti controversi del periodo compreso tra il 1494 e il 1504. Sono gli anni in cui l’artista intreccia il proprio destino a quello di altri illustri personaggi storici di un’epoca segnata in Italia da conflitti bellici. Con riferimento alla pluralità delle citazioni ricorrenti, Versiero ci fornisce una chiave di lettura che pare in grado di cogliere in maniera convincente il ruolo politico e intellettuale svolto da Leonardo, di sciogliere il nodo intricato delle questioni e di proporre una ricostruzione storica acuta e rigorosa. Lo studio viene condotto in maniera assai approfondita e si avvale, oltre che di un prezioso apparato di note esplicative, anche di un’accurata appendice bibliografica sezionata per temi e per protagonisti. Arricchisce ulteriormente il testo una galleria di immagini tra disegni e riproduzioni di documenti. Il libro risulterà particolarmente utile e stimolante a coloro cui non fa difetto il coraggio di addentrarsi nella fitta serie di argomentazioni e di rimandi alle fonti, per ricavare ulteriori peculiarità su Leonardo e il periodo.



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