Leopardi

Leopardi
Dalla ricostruzione del quadro famigliare di Giacomo Leopardi emerge la figura del conte Monaldo, uomo raffinato e padre devoto, a cui il poeta fu costantemente legato da un sentimento di profondo affetto e da uno stretto rapporto di affinità intellettuali. Mentre la madre, la bellissima Adelaide Antici, appare donna dotata di quel temperamento forte e risoluto, che fa di lei un’attenta custode degli affari economici di famiglia e del severo rispetto delle norme religiose. Una “tenebrosa incarnazione della maternità”, avara dispensatrice di incoraggiamenti nei confronti dei figli ma prodiga piuttosto di lezioni sulla fugace vanità della vita. L’adolescenza del Leopardi trascorse, nondimeno, in un clima di serenità, scandita dalla giocosa capacità del padre di provvedere all’educazione dei figlio, attraverso lo studio di qualsiasi materia nel chiuso della sua fornitissima biblioteca. Gli ani della gioventù trascorrono in una condizione di felicità in cui germogliano le prime timide esperienze d’amore e prende l’abbrivio un corpo di produzioni letterarie che rivelano doti sicure di un innato talento creativo. Fino a quando il ricorrente manifestarsi di un “sistema di malattie” inizia a prendere d’assalto la salute del pur giovane poeta, indobolendone l’organismo e fiaccandone, a poco a poco, la gioia di vivere… 
Pietro Citati è uno dei maggiori critici letterari italiani, collaboratore di varie testate giornalistiche, autore di numerosi volumi di grande successo e di affascinanti biografie dedicate a Goethe, Tolstoj, Alessandro Magno e Kafka. In questo suo ultimo libro si è confrontato con la vicenda umana e letteraria di una nuova icona della letteratura mondiale di tutti i tempi, con esattezza di informazioni, cura minuziosa del dettaglio e rara finezza d’introspezione. Il suo è un viaggio delizioso e gradevole come un romanzo in cui Citati racconta Giacomo Leopardi in modo avvincente, attraverso pagine godibilissime che volano via tutte d’un fiato, affinate nelle intuizioni, logiche e serrate nei dati. Scorre lungo le pagine un sapere forte ma soave, tradotto in quel linguaggio affabulatore, ma preciso come un bisturi, di cui Pietro Citati è insuperabile maestro. Il lettore  resta sedotto dalla capacità dell’autore di far rivivere, con tanta affascinata intelligenza, la dolorosa esperienza di una di quelle anime predestinate ad attraversare il proprio tempo come un estraneo randagio e sofferente, da cui sarebbe scaturito quel particolare modo di sentire l’esistenza e di renderla eterna attraverso la sua opera poetica.

 

 

 

 
 
 
 
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