L'eresia

L'eresia
Quale ruolo hanno avuto nella storia del Cristianesimo i movimenti ereticali? Quale parte nell'evoluzione del pensiero occidentale? Oggi si può ancora parlare di eresia? Con l'ausilio di una sterminata messe di documenti, il libro ricostruisce i processi di formazione della dottrina ufficiale della Chiesa e ripercorre l'ininterrotta e implacabile persecuzione nei confronti di coloro che tentarono di interpretare diversamente il messaggio di Gesù: gnostici, ariani, apocalittici, catari, albigesi, valdesi, luterani, calvinisti, fino ai dissidenti del XX secolo... Il vocabolo greco hàiresis, dal quale deriva la parola eresia, significava in origine soltanto "scelta": di una strada diversa da seguire, di un'opinione piuttosto che di un'altra, di una religione, di un'ideologia, di una vita modellate sulle proprie convinzioni e non su quelle della maggioranza. Il primo ad usare la parola nell'accezione che le diamo noi oggi, con l'aggiunta di una velenosa connotazione negativa, fu San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi: dopo di lui, tutti gli scrittori ecclesiastici l'hanno utilizzata per definire le sette religiose cristiane più o meno distanti dall'ortodossia. Se nei primi anni di vita della Chiesa di Gesù quasi tutte le scelte dottrinali hanno diritto di cittadinanza, e prevalgono le une sulle altre per fattori molto diversi e a volte casuali, andando a costruire gradualmente l'impalcatura del Cristianesimo ufficiale, una volta che la Chiesa diventa un'istituzione e un'autorità politica le eresie diventano d'un tratto pericolosi tentativi di sovversione dell'ordine costituito, e come tali vengono trattate. Censura, scomunica, repressione violenta, strage: il potere ecclesiastico non mostra alcuna pietà con chi minaccia la sua esistenza e la sua influenza secolare e spirituale. Il saggio di Marcello Craveri è un vero e proprio classico, una pietra miliare, un punto di riferimento indispensabile sia per chi 'semplicemente' vuole avere una panoramica dei vari possibili cristianesimi che sono stati forse sconfitti dalla Storia (o meglio dai roghi dell'Inquisizione), ma non per questo sono meno validi, meno plausibili, meno condivisibili, meno affascinanti dell'apparato teologico cristiano che è giunto fino a noi. Preziose le informazioni sulla stesura dei Vangeli (anche apocrifi e gnostici), sullo svolgimento dei Concili e sulle diatribe dottrinali che nei primi secoli dopo Cristo hanno contribuito a costruire (senza apparente intervento divino né di Gesù in prima persona) i dogmi e le verità che ora vengono spacciate per diretta emanazione degli insegnamenti di Cristo. Il flusso potente di informazioni messo a disposizione del lettore da Craveri dona consapevolezza, fa luce, insegna a discernere tra verità, menzogna, propaganda e controinformazione. Da leggere assolutamente, da adottare nelle scuole, da consigliare a tutte le persone credenti che conoscete. Non con intenti provocatori, ma per generosità.

 

 

 

 
 
 
 
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