Let it snow

Let it snow

È la vigilia di Natale e Jubilee è sola in casa. I genitori sono usciti per cercare di accaparrarsi uno dei pezzi più rari del Villaggio di Natale di Flobie: le ceramiche da collezione di cui sono appassionati. Il tempo scorre e loro non tornano. La notizia la porta il vicino di casa: i genitori sono stati arrestati durante la rissa scoppiata all’esposizione dei pezzi. Jubilee, però, non dovrà passare le vacanze da sola: i nonni la stanno già aspettando in Florida. In Florida? Ma siamo in Virginia! E il meteo prevede l’arrivo della peggiore tempesta degli ultimi cinquant’anni… Cosa c’è di meglio per un ragazzo che aspettare il Natale davanti ai film di James Bond con i due migliori amici, stravaccato sul divano e senza adulti tra i piedi? Solo che un terzo amico telefoni comunicando che nella Waffle House in cui lavora sono appena arrivate quattordici frizzanti cheerleader della Pennsylvania, il cui treno è rimasto bloccato nella neve. Tobin, JP e il Duca decidono di andare. Ma prima, giacconi pesanti. Fuori si congela… Quando una ragazza cambia pettinatura, di solito significa qualcosa. Nel caso di Addie, il taglio radicale e la tinta rosa hanno a che fare con Jeb, che l’ha appena lasciata. Sparito. Non si è presentato all’appuntamento la vigilia di Natale e nelle ore successive non si è fatto sentire. In cerca di una spiegazione, la risoluta Tegan prende il cellulare dell’amica, dove trova una chiamata non risposta con un prefisso della Virginia. E se fosse stato Jeb? Ma cosa sarebbe andato a fare Jeb in Virginia, a Natale e con tutta la neve che c’è?

Tutti per uno, uno per tutti! Arrivati all’ultima pagina del libro, l’esclamazione esce spontanea. Si tratta sì di tre racconti lunghi, ognuno opera di un autore diverso e diverso per stile e per lunghezza, ma, addentrandosi nella lettura, ci si accorge di come in realtà l’opera sia unica, e di quanto ogni “pezzo” sia necessario per il tutto. Personaggi che in un racconto sono poco più che comparse in quello successivo diventano i protagonisti; un gesto inspiegabile è invece spiegabilissimo se letto da altri occhi; e quel passaggio che, varie pagine indietro, era sembrato trascurabile, da qualche altra parte risulta uno snodo fondamentale della storia. Pensato per adolescenti e affidato al talento di tre specialisti della narrativa Young Adults, Let it snow è dunque un libro ben strutturato e, considerato il tema sentimental-natalizio che sottende, anche furbescamente concepito. Ma soprattutto è un libro marcatamente nordamericano. I simboli, le abitudini e i tic USA sono presenti al limite dell’invadenza ‒ l’iper-decorativismo natalizio, il considerare Starbucks come un’estensione della propria casa, il mito della Mustang, le cheerleader viste come un’istituzione… ‒ per cui non si fa alcuna fatica a contestualizzare le vicende, né a visualizzarne gli attori. Fra i tre racconti, dalla trama a tratti poco credibile, spicca in modo netto quello di John Green (Un cheertastico miracolo di Natale): perfetta la resa dell’eloquio adolescenziale e impeccabili i dialoghi, fatti di poche parole e tanti sottintesi.



 

 

 

 
 
 
 

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