Lettera a un figlio su Mani Pulite

Lettera a un figlio su Mani Pulite

Il 17 febbraio 1992 Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato proprio mentre è intento ad accettare una tangente. Questa data, che diverrà storica per aver scoperchiato il vaso di Pandora che poco dopo verrà chiamato Tangentopoli, è ormai fissa nella memoria di Gherardo Colombo, all’epoca pubblico ministero presso la Procura di Milano. Colombo non è certo uno sprovveduto, ha contribuito a scoprire la Loggia massonica P2 e ha indagato sul delitto Ambrosoli, tanto per citare alcuni dei casi famosi sui quali ha cercato di fare luce. Tangentopoli però ha avuto un sapore particolare, è sembrato un esempio di giustizia trionfante contro un intero sistema politico (e non solo) che si reggeva sulla corruzione e sulla violazione dei principi cardine del diritto. Colombo, Davigo, Di Pietro e altri servitori della giustizia hanno svegliato le coscienze dei cittadini, attirando sostegno per il lavoro di giudici e magistrati e sollevando genuina indignazione contro una classe politica infetta nella sua (quasi) totalità. E’ il tramonto della Prima Repubblica…

Tra i (pochi) meriti dell’ultra-pubblicizzata serie televisiva 1992 vi è senz’altro quello di aver acceso la curiosità dei giovani intorno a una fase storico-politica del nostro Paese che va necessariamente compresa se si vuole avere una visione completa dell’attualità. A distanza di oltre vent’anni lo scandalo di Tangentopoli fa ancora rumore, come tante altre pagine nere che hanno segnato la storia del nostro paese: basta ascoltare un qualsiasi telegiornale per rendersi conto che quel sistema non è stato veramente sconfitto, ma si è riciclato sotto nuove forme, riformandosi in un fiume in piena dai vari torrenti quasi inariditi dal lavoro alacre e instancabile del pool di Mani Pulite. Bisogna conoscere il passato per comprendere il presente e in questa breve cronistoria l’autore si spende non solo per raccontare gli eventi storici ma anche per insegnare l’amore per la legalità e la giustizia, valori cardine di qualsiasi società civile. Colombo invita i cittadini a mettersi in gioco, a perseguire il miglioramento di se stessi attraverso un contributo alla collettività, e a non farsi scoraggiare se questa strada in salita sarà tempestata di ostacoli.



 

 

 

 
 
 
 

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