Lettere dalla guerra

Lettere dalla guerra
Lisbona, 1971. António sposa Maria José e dopo pochi mesi parte per la guerra in Angola, da dove le spedisce intense lettere infarcite di dichiarazioni d’amore e anche illustrate da buffi disegni, descrizioni degli ambienti e dei combattimenti, del cibo dei compagni degli schieramenti. La desidera con ardore, e vuole esprimersi. Le scrive ogni giorno - consapevole che potrebbe morire prima che Zézinha riceva il suo messaggio - con la stessa immediatezza e intensità con cui oggi un uomo al di sotto dei trent’anni può inviare un sms sapendo che l’amata destinataria lo leggerà subito, e presto potrebbe avere una risposta. António invece risponde a un proprio bisogno di isolarsi dagli orrori cui assiste ogni giorno, certamente, ma non scrive mai alla sua José: “Non ricordo più il suono della tua voce”; piuttosto, teme che lei dimentichi il suo. Commenta le notizie che riceve dalla sposina, che è incinta e mentre António è al fronte fa un trasloco, smette di lavorare, e partorisce una bambina: talvolta le capita di essere triste, sempre da sola, ma c’è da giurare che anche lei lo ami parecchio…
Pubblicate, come da volontà materne, dopo la morte di Maria José dalle figlie di António Lobo Antunes, queste lettere amorose scritte quarant’anni fa sembrano uscire dal Quattrocento. Sarà per il distacco con cui la guerra è vissuta dal protagonista, un medico pilota di aeroplano e soprattutto aspirante scrittore, un intellettuale che legge di tutto e che chiede gli si mandino le recensioni dei libri pubblicati, più che violento avventuriero. L’autore infatti, una volta rientrato in Portogallo, ha scritto e pubblicato diversi romanzi: il primo si intitola Memória do Elefante e parla ancora di Maria José, ma della loro separazione. Come scrivono nella prefazione le due figlie della coppia, sono diverse le letture che si possono fare di questa corrispondenza: la si intenda come un’opera letteraria, biografica, come una testimonianza di guerra o una storia d’amore. Resta un bellissimo libro. Lo completa un inserto di fotografie che ritraggono António e Maria José al tempo in cui l’epistolario è stato scritto, oltre a qualche riproduzione delle lettere di António.

 

 

 

 
 
 
 
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