Lettere di una donna indipendente

Lettere di una donna indipendente
Fine del XIX secolo. Rose-Marie ha 25 anni e vive a Jena assieme al padre, un professore, e alla matrigna. La loro casa è dignitosa ma la famiglia di Rose-Marie non naviga nell'oro, e così ogni tanto ospita uno studente straniero che voglia perfezionare il suo tedesco. Uno di questi, Roger, nobile decaduto inglese, si invaghisce di Rose-Marie e la bacia. Quando Roger torna in Inghilterra, i due giovani iniziano una lunga corrispondenza romantica. Ma le differenze sociali e la volubilità del giovane hanno in serbo una brutta sorpresa per Rose-Marie...
Di Elizabeth von Arnim, vissuta nei primi anni del '900, il suo amante H.G. Wells (l'autore de La guerra dei mondi e La macchina del tempo) disse che era "la donna più intelligente della sua epoca". Senza dubbio, la Provvidenza l'aveva dotata del talento per la scrittura, un talento che letteralmente sprizza da ogni pagina di questo epistolario sui generis (perché leggiamo le lettere di Rose-Marie e non quelle di Roger, che ci limitiamo ad immaginare). Attraverso i diversi registri degli alti e bassi di un amore, delle esaltazioni e delle sofferenze, dei rancori e delle speranze, la figura di Rose-Marie giganteggia nella sua complessità, nella sua umile ma determinata consapevolezza di sé, nella sua amara ironia. Un libro prezioso, raffinatissimo, che coniuga un arioso romanticismo 'alla Jane Austen' con le atmosfere minimali della narrativa attuale e che nessuno direbbe sia stato scritto nel 1907 tale è la sua stupefacente modernità.

 

 

 
 
 
 
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