Lettere luterane

Lettere luterane
Gennariello è – nell’immaginario di Pier Paolo Pasolini – un ragazzo napoletano, minuto, dagli occhi vispi. A lui si rivolge l’autore, intraprendendo un vero e proprio progetto pedagogico che resterà interrotto a causa della sua prematura morte, per spiegargli le caratteristiche principali della società italiana del 1975, per fargli notare le mutazioni in atto, i cambiamenti profondi e laceranti che stavano precipitosamente susseguendosi nel nostro paese. Le Lettere luterane – seconda parte di questo volume pubblicato postumo – sono una raccolta di articoli pubblicati per il “Corriere della sera” in cui l’analisi della società italiana cede il passo ad un vero e proprio j’accuse verso la classe politica e dirigente. Nel “Processo” – il titolo dell’articolo ha una inequivocabile eco kafikiana – Pier Paolo Pasolini auspica che venga al più presto celebrato il più grande processo pubblico della storia d’Italia; una redenzione collettiva potrà esserci solo se ci si rende conto dei mali che affliggono la classe dirigente, e la società nella sua interezza. I capi d’accusa sono un elenco dolorosissimo – e veritiero – che addebita ai diretti interessati, la Democrazia cristiana nello specifico è bersaglio delle analisi e degli strali più aspri, le loro responsabilità. «Indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione di denaro pubblico, […] connivenza con la mafia, […] uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia, Bologna (almeno in quanto colpevole incapacità di punirne gli esecutori), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (responsabilità, questa, aggravata dalla sua totale inconsapevolezza), responsabilità della condizione, come si usa dire, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono “selvaggio” delle campagne, responsabilità dell’esplosione “selvaggia” della cultura di massa e dei mass-media, responsabilità della stupidità delittuosa della televisione, […] distribuzione borbonica di cariche pubbliche ad adulatori»...
Gli articoli che sono raccolti nelle Lettere luterane, pur essendo stati scritti nel 1975, sono la descrizione della nostra Italia più recente. Come se il tempo si fosse arrestato, come se i corsi ed i ricorsi della storia non avessero permesso al nostro paese, alla nostra società di cambiare – se non drasticamente in peggio. Pasolini è stato uno dei più grandi intellettuali italiani, e questi suoi scritti – se mai ce ne fosse bisogno – confermano la sua incredibile capacità di analisi, la sua attitudine ai “pensieri lunghi”: una lettura indispensabile.

 

 

 

 
 
 
 
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