Lettino

Lettino
Mercedes è una donna felice: ha un marito che ama, Gustavo, due figli quasi adulti che non le danno troppe preoccupazioni, un’amica (Monica) abbastanza diversa da lei da farla sentire speciale, un lavoro di successo e la passione per la pittura. Inizia ad andare da uno psicanalista, il dottor Lopes, senza sapere bene perché: vuole conoscere gli aspetti di se stessa che le sfuggono, vuole che le sue molteplici personalità si affaccino finalmente da una finestra attraverso la quale lei possa guardare. Le sedute si susseguono con regolarità, e Mercedes scopre che non tutto nella sua vita è come aveva descritto all’inizio al dottor Lopes (e a se stessa): il matrimonio non è perfetto come aveva creduto, l’amore è un ricordo sbiadito, il controllo sulla propria esistenza (perfino sulle passioni) non sempre è possibile. E, soprattutto, le emozioni e gli eventi sono totalmente imprevedibili…
La copertina rosa, il titolo del libro di Martha Medeiros rimandano a letture facili e poco impegnative: apparentemente i capitoli brevi che descrivono gli eventi della vita di Mercedes e ne approfondiscono la solitudine, il dolore, oppure un’inspiegabile euforia, mettono insieme un romanzo di rapida lettura. Però. Il percorso di Mercedes è il paradigma della vita di moltissime donne: il suo parlare in prima persona rivolgendosi a un analista che nessuno vede non è che uno specchio entro il quale la lettrice (e, chissà, anche qualche lettore) possa specchiarsi nelle diverse fasi dell’esistenza. L’illusione dell’amore, il fallimento erotico e passionale del matrimonio, lo stravolgimento delle convinzioni e la disillusione fanno parte della vita di molti, e forse il lettino dell’analista non è altro che la tragica verbalizzazione dello scorrere del tempo.

 

 

 

 
 
 
 
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