Lewis Carroll

Lewis Carroll

Su Charles Dodgson non ci sarebbe, in effetti, molto da dire: nato in una famiglia di conservatori, anglicani dell’alto clero e borghesi, si distinse per il talento matematico, studiò a Oxford e lì rimase a insegnare. L’unica pecca in questa vita assolutamente ordinaria è quella di non essersi mai sposato. Se questo aspetto è secondario nella vita di Charles Dodgson è diventato invece centrale in quella Lewis Carroll: così si firmava Dodgson, autore di Alice nel Paese delle meraviglie. Le vite di Charles Dodgson e Lewis Carroll si biforcano in una mitologia nata quando l’autore era ancora in vita e da lui stesso alimentata. Chi era Dodgson: un pedofilo represso come vogliono i freudiani o un innocente ammiratore dell’infanzia? Dove finisce Alice Liddell e inizia la “Alice dei sogni”?

Karoline Leach tenta di scrivere una biografia di Carroll che non tenga conto dei miti, positivi o negativi, che lo circondano: un’impresa ardua considerando la feroce censura che gli eredi fecero sui diari e le lettere dell’autore. Muoversi tra pagine tagliate e voci di corridoio non è semplice: il risultato è un libro che dà un riassunto degli studi biografici precedenti e che offre poi una nuova interpretazione degli stessi. Ne viene fuori un Charles Dodgson piuttosto ordinario, con un probabile passato di bullismo, non distante dalle donne adulte, e (quasi) perfettamente inserito nella società vittoriana del suo tempo, in cui la fanciullezza era sinonimo di purezza e la sua innocente frequentazione era accettabile nella vita di un artista. Un’ottima biografia, arricchita da un apparato iconografico (accompagnano il libro molte delle fotografie di Dodgson), note e appendici.



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