Libera uscita

Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Le finestre sono aperte e il sole cade sui “cubi”. È così che vengono chiamati nell’Esercito le lenzuola, le coperte e i cuscini, rigorosamente piegati ai piedi di ogni singolo letto. “Tutti impersonali, tutti uguali gli uni agli altri” pensa Barbara, appena 24 anni, mentre si toglie gli anfibi e inizia a disfarsi lo chignon. “È questo l’obiettivo dell’Esercito: ci rende tutti uguali”. E in fondo lei non era voluta entrare proprio per questo? Per smettere di essere Barbara? Ripensa a quando ha detto a Claudio che sarebbe diventata un soldato: basta con la vita da modella, basta con la vita da fidanzata amata e amorevole. Basta con la Barbara che non sa chi vuole essere, con la donna che porta con sé, sempre e costantemente, un piccolo essere che preme per uscire. La nuova Barbara vuole capire. Secondo il dottor Google quel mostro si chiama DIG – Disturbo dell’Identità di Genere: “condizione in cui una persona ha una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico”. Una descrizione, nero su bianco, che sembra spiegare quella invidia che prova nei confronti di suo padre, di Claudio, di Salvatore, ogni volta che vorrebbe essere come loro e si rende conto di non esserlo… E l’Esercito era sembrata la soluzione ideale; l’avrebbe aiutata a capire. Ne era certa. La divisa l’avrebbe nascosta fino a quando non avrebbe avuto le risposte. Disposta a mortificare il suo corpo in tutte le sue parti, perché con la mimetica addosso “non è né uomo né donna ma solo un soldato”…

Mentre si legge Libera uscita si ha la percezione di sfogliare la storia di una nostra amica, o meglio, sembra di essersi sedute al tavolino di un bar davanti a un buon caffè e ascoltare quello che le è successo. Le paure, le certezze scardinate, i nuovi traguardi raggiunti: un fiume in piena che ti travolge e ti riempie il cuore. Ed è proprio questo il punto di forza del nuovo romanzo di Debora Omassi: il saper creare un rapporto di vicinanza e, allo stesso tempo, di esclusività con Barbara Gasser. Una ragazza come tante, con un fidanzato, una famiglia che le vuole bene e un lavoro. Ma qualcosa entra in crisi, o meglio, forse è maturata abbastanza da permettere quel salto nel buio cha da tanto tempo vuole fare: lasciare tutto e arruolarsi nell’esercito, per scoprire e avvicinarsi a quello che più la spaventa, la sua femminilità. Un racconto che parte come un articolo per poi ingigantirsi e diventare un romanzo. Una lenta ricerca di sé, partita senza neanche sapere bene cosa cercare e senza sapere se, alla fine di quella ricerca, la risposta si è ottenuta.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER