Liberazione

Liberazione
Dicembre 1944. La città di Budapest è ridotta ormai allo stremo, logorata dall’assedio dalle truppe dell’Armata Rossa e dalle persecuzioni dei temuti squadroni delle Croci Frecciate. Mentre la deflagrazione delle bombe sventra i palazzi e abbatte i ponti sul fiume, la polizia politica si accanisce ostinatamente contro ebrei e dissidenti politici. Erzsébet, giovane studentessa universitaria, dopo essersi rifiutata di salire assieme ai propri compagni su di un treno diretto in Germania, da alcuni mesi è costretta a celare la propria identità utilizzando documenti falsi. Il padre, un importante scienziato a sua volta inviso al governo filonazista, vive asserragliato in una cantina insieme con altri cinque perseguitati. La ragazza, priva di una fissa dimora, trascorre le giornate nell’atmosfera graveolente e promiscua di uno scantinato, dormendo accanto ad un insegnate paralitico e ad una profuga ebrea, nell’attesa di una liberazione tanto agognata quanto illusoria…
In questa opera, scritta nel 1945 ma rimasta inedita fino al 2001, Sándor Márai trae spunto dalla martoriata storia del proprio Paese per denunciare lo strazio della guerra e l’ottusità di ogni forma di totalitarismo. E lo fa ricorrendo, come sempre, ad una vena narrativa elegantemente spietata e ad una raffinata tecnica compositiva. Elementi questi che fanno di lui uno dei più grandi scrittori del XX secolo. Ed è proprio nella descrizione di una Budapest esausta, indebolita fino all’eccesso, spinta dapprima nell’abisso della follia nazista e poi umiliata dall’intervento sovietico, che Márai tocca le corde dell’umana pietà regalandoci pagine di alta letteratura. Al centro del libro è il male, lo stato brado del dolore e della sofferenza, l’orrore che semplicemente esiste e che l’autore descrive penetrando nell’animo delle vittime, lungo quel confine sottile che corre tra la fine di un incubo e l’inizio di una nuova prevaricazione. Abusi, violenze fisiche e psicologiche costituiscono la trama delle giornate e delle pagine, che ci rendono al termine della lettura una ragazza che potrà continuare ad esserci solo piegandosi alla logica dell’odio, all’accettazione di una realtà chiusa ad ogni luce di speranza.

 

 

 

 
 
 
 
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