Libertà

Libertà
Patty è una promessa della pallacanestro americana, non troppo alta per permettersi visite sotto canestro, ma abbastanza agile per dedicarsi alla regia della squadra. Le palle che si allontanano dai suoi polpastrelli sono punti facili e la sua risolutezza sul parquet le regala una borsa di studio e l’ingresso tra le migliori giocatrici statunitensi al termine d’una esaltante stagione universitaria. I sentimenti di competitività e determinazione l’accompagnano durante tutta la sua carriera, coltivati purtroppo nell’ambiente malsano della distinzione famigliare, della trascuratezza genitoriale e d’un evento scioccante accorsole durante le prime battute della sua esperienza atletica. La vita diverrà così la ragione dello sport, sempre più leader dello spogliatoio e ignara della sua adolescenza. Tutto ciò che accadrà in seguito, sarà impresso da questo marchio taciuto, una macchia troppo precoce per essere detersa nella vita adulta. Da questa menzogna, Patty trarrà una forza inumana e liberatoria, sulla quale costruirà le fondamenta della sua personalissima verità…
Un titolo stupendo, umettato d’una rabbia mai repressa. Il significato di questa parola – libertà – ha poco da spartire con il dizionario, lì dove ogni termine è oggettivo e certo, ma allo stesso tempo interpretabile, vittima della disusanza e degli accumuli linguistici. Non è possibile aggiornarne il significato, poiché ognuno di noi vi attribuisce quello che più gli conviene. Non si reprime, la libertà: scaturisce dagli imprevisti, da variabili intraducibili se non dal lessico numerico. Per l’appunto, degli scienziati si dice che siano uomini profondamente liberi: comprendono rotte che sfuggono alla maggior parte degli esseri umani e possono gioire o farsi stendere al tappeto da eventi infinitesimali. Patty è una portatrice sana di tale dote, è una atleta di professione. Ogni giorno fa a pugni con le statistiche, le tabelle e gli schemi disegnati sulle lavagnette. Il suo fisico è l’espressione massima del cervello umano ed esattamente come accade agli individui di genio la sua vita è gestita da circostanze minime. Molte persone incolpano proprio queste inspiegabili interferenze dei cambiamenti accorsi nella loro vite. Non importa che siano traumatici o fortunati, spesso si azzarda addirittura a costringere in tale ignoranza ciò che deve accora verificarsi. Patty non ha nulla da spartire con questa genia impaurita, motivo per cui appare come un personaggio decisamente riuscito, una grande intuizione letteraria: agisce come se non ci fosse alcunché di meccanico e posticcio, una naturalezza invidiabile che non è mai ingenuità ma calcolo e fermezza. A renderla ancora più accattivante è il suo essere così imperfetta e detestabile. Ci ricorda così che possiamo immedesimarci in lei, in quanto è un essere umano decisamente difettoso. Eppure cela un segreto: la scelta che si riserva di fronte alla vita e la libertà che le sbatte in faccia. Una persona nuova proiettata in un futuro che l’uomo da sempre agogna e che Franzen sembra avere già raggiunto. Ha la palla in mano ora e ce la consegna dicendoci: “Tocca a te!”.

Leggi l'intervista a Jonathan Franzen

 

 

 

 
 
 
 
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