Libro e libertà

Libro e libertà
Se la sempreverde parola “libertà” affonda le proprie radici etimologiche nell’antico termine liberum, il libro invece deve le sue origini alla scorza interiore della pianta che i latini denominavano “liber”. Ma se nell’etimologia non troviamo tracce di una comune estrazione, molto più forte è nella storia il loro legame. La mirabile forza evocativa dell’uno e quella che resta la più profonda aspirazione umana si accordano tra loro, si richiamano a distanza e danno vita a una rispondenza simbolica attorno alla quale fiorisce una folta vegetazione di fantasticherie. Una fitta vegetazione di parole e pensieri, avventure e personaggi in cui la nostra mente soggiorna felice come se abitasse la pura dimensione della libertà e si concede un momento beato ed estenuato di pace che ci riempie di vita. E se l’umanista legge per accrescere la propria saggezza, il povero Don Chisciotte viene indotto dalla vorace lettura dei romanzi d’avventura a farsi cavaliere errante e paladino degli oppressi. Mentre la biblioteca accende la fantasia del lettore e lo trasforma in un accanito ricercatore del senso ultimo delle cose, nelle carceri fasciste Antonio Gramsci schizza il profilo e medita la sostanza di alcuni testi che hanno sospinto poi all’agire per la libertà le future generazioni…
Docente ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università di Bari nonché opinionista del “Corriere della Sera” e autore di innumerevoli saggi dedicati alla civiltà classica, Luciano Canfora dedica questo breve ma prezioso volumetto all’antico e molteplice nesso che lega la natura del libro al tema della libertà. Nel panorama culturale contemporaneo la sua figura si staglia come una delle più singolari per la disposizione intellettuale con cui si cala dentro i tempi, i luoghi e la storia politica delle vicende letterarie di volta in volta raccontate nei suoi libri. Così si capisce meglio come sia potuto accadere. Accadere che, come ad esempio, il libro sia divenuto strumento di conoscenza, motivo di scelte comportamentali, strumento di fascinazione, oggetto da collezionare con geloso orgoglio, causa di persecuzione da bruciare pubblicamente. Libro e libertà rappresenta, pertanto, una miniera di appunti estemporanei, di acute riflessioni, di visioni che, dopo l’abbaglio dell’inaspettato, si trasformano in utili spunti per il lettore. La contestualizzazione degli scritti è importante perché ci dice cos’è stato il libro nell’arco della storia e cosa sia oggi.

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