L'imbroglio J.T. Leroy

L'imbroglio J.T. Leroy
San Francisco. Il giovane 'scrittore maledetto' J.T. Leroy e la giovane 'attrice maledetta' Asia Argento stanno dirigendosi in taxi verso la stanza d'albergo di lei, al lussuoso Ritz-Carlton, che di maledetto però non ha proprio niente. Nell'aria c'è l'odore dell'attrazione, l'atmosfera elettrica che prelude a un incontro sessuale. Lui pensa all'ossessione che ha sviluppato per lei da quando l'ha incontrata l'anno precedente, a Roma: la sua aria sprezzante, la sua pronuncia gutturale, l'agilità con cui sferrava colpi di karate nell'aria nonostante i tacchi a spillo, lo scherno con cui derideva i vestiti o gli accessori di J.T. mentre sfoggiava borsette Fendi che costavano una fortuna, la sua capacità di essere elegantissima e volgarissima a distanza di poche ore o addirittura pochi minuti, la sua spavalderia. Ma non è solo desiderio quello che si nasconde dietro gli occhiali da sole e la parrucca bionda dai quali l'ambiguo scrittore non si separa mai: c'è anche - e forse soprattutto - la paura di essere scoperto. Perché J.T. Leroy - l'autore emergente con una storia drammatica di prostituzione infantile e maltrattamenti alle spalle che ha commosso il mondo con tre libri emozionanti e ricchi di talento e che le riviste glamour si contendono per interviste e session fotografiche - in realtà è una donna, una giovane aspirante stilista che si chiama Savannah Knoop, ama la capoeira e per mantenersi fa la cameriera in un ristorante thailandese. Ad Asia - quando sarà il momento di spogliarsi - si propone di dire che ha fatto l'operazione di cambiamento di sesso, sperando di risultare convincente. Più tardi, quando le due ragazze giacciono sul letto in biancheria intima scambiandosi carezze, baci e morsi, tutto sembra meno facile e credibile: Savannah non può fare a meno di ripensare a come tutto è iniziato, quando Laura - la ragazza del fratello maggiore di Savannah, Geoff - una fricchettona egocentrica e talentuosa che per vivere faceva sesso al telefono e cantava nei Daddy Don't Go, ha deciso di lasciare la band e dedicarsi alla scrittura. Aveva creato un suo alter ego letterario, un immaginario ragazzino sbandato fuggito di casa ribattezzatosi ironicamente Terminator, e si spacciava per lui via mail e telefono con lo psicoterapeuta pediatrico Terence Owens, primario al St Mary's Hospital. Il medico incoraggiava il ragazzino - che sosteneva di non volersi mostrare in pubblico perché si vergognava della sua condizione di malato di AIDS - a scrivere di sé, e quando Terminator alias J.T. alias Laura attirò l'attenzione di molti addetti ai lavori influenti con i suoi racconti esplosivi, diventò chiaro che bisognava trovare un volto e un corpo a questo personaggio. Savannah era là a portata di mano...
La great book'n'roll swindle che ha scosso il panorama letterario internazionale degli anni 2000 raccontata dal di dentro, da chi ha impersonato il tenero, inquietante J.T. Leroy prestando il suo corpo - sebbene travestito, nascosto, negato - al personaggio creato da sua cognata, Laura Albert. Un dietro le quinte gustoso, ma anche e soprattutto il diario di un'esistenza schizofrenica, vissuta con estremo disagio. L'insegnamento principale che si trae dalla lettura del libro - avvincente e ritmato come un romanzo, sebbene non possa interessare più di tanto chi non ha seguito la parabola letteraria e mondana di J.T. Leroy - è che nell'ambiente dei libri girano davvero pochi soldi. La Knoop rivela di aver ricavato meno di 2000 euro da questa sciarada che la faceva rimbalzare da grandi alberghi a set cinematografici, da redazioni di grandi magazine patinati a festival, da cocktail con grandi attori hollywoodiani a ristoranti extralusso (sempre senza pagare il conto, ovviamente) per poi tornare, con un contrasto davvero stridente, a una normalissima vita sottopagata, sottostimata, sottoamata.

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