L'indizio

L'indizio

Cambridge. Katie Browne è un’adolescente che vuole andare via da casa. Non è in buoni rapporti con la madre e il suo patrigno, Brian, è un inutile babbeo con cui non va per niente d’accordo. In fondo, lei un padre ce l’ha ed è da lui che durante una sera piovosa decide di andare. Ma subito dopo ha un ripensamento. Potrà andarsene il giorno dopo: magari avrà smesso di piovere. Proprio mentre sta tornando a casa di nascosto, però, Katie viene avvicinata da qualcuno: un uomo che la rapisce. Un paio di anni prima Katie è stata allieva di Margot Lewis, un’insegnante di liceo che nel tempo libero cura la rubrica epistolare “Cara Amy” sul “Cambridge Examiner”. È sconvolta per la scomparsa della ragazza ed è già passata una settimana da quando non se ne hanno più notizie. Un giorno riceve una lettera inquietante: “Cara Amy, sono stata rapita da un uomo che mi tiene prigioniera nel suo scantinato. Dice che non potrò mai tornare a casa. Non so dove sono, son so cosa fare, nessuno sa che sono qui. Son so nemmeno da quanto tempo sono via ma mi pare un’eternità. Ho paura che smetteranno di cercarmi. Ho paura che mi uccida”. Una richiesta d’aiuto firmata da Bethan Avery, una ragazza scomparsa quindici anni prima e mai più ritrovata, né viva né morta. Di lei si sono perse completamente le tracce, salvo un pezzo di camicia da notte insanguinata. Per la polizia Bethan è stata semplicemente uccisa e fatta sparire, ecco perché Margot non viene presa sul serio. Neanche quando si espone in prima persona con un appello in televisione. L’unico a crederle è il criminologo Martin Forrester, che la aiuta nelle sue indagini. Nel frattempo, riceve un’altra lettera da Bethan…

L’indizio è il romanzo d’esordio della scrittrice Helen Callaghan, nata in California da genitori inglesi. Un thriller psicologico che ruota attorno ad un rapimento e ad una richiesta d’aiuto che giunge dal passato. Da qui parte una vicenda oscura, scabrosa, che proprio nel passato sembra avere la sua chiave di lettura. Scritta totalmente in prima persona secondo il punto di vista della protagonista Margot Lewis, la trama viene svelata a ritmi lenti, attraverso una scrittura che ricorre a dialoghi essenziali e atmosfere cupe, chiamando il lettore far uso del proprio intuito. Sta qui la forza di questo romanzo: nell’essere parco di elementi che possano svelare il mistero, che solo nelle ultime pagine trova soluzione, dopo un lungo e doloroso viaggio all’interno della mente della protagonista. Non è sicuramente un thriller che toglie il fiato, L’indizio, ma ha il pregio di essere un claustrofobico labirinto mentale, una selva di fantasmi che giungono dal passato e chiedono il proprio tributo. E quando tutto sembra precipitare, giunge una soluzione tutt’altro che scontata. Solo allora, davanti ad un finale sorprendente, il lettore potrà unire tutte le tessere di un mosaico malato e avrà la chiave per poter finalmente uscire dalla gabbia costruita da Helen Callaghan.



 

 

 

 
 
 
 

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