L'insulto del tempo

L'insulto del tempo
Alvise Bertani, commissario di polizia a La Spezia, reduce da un'indagine lunga e faticosa sulle tracce di un padre perso prematuramente, decide di iniziare a lavorare privatamente come investigatore. Si apre un'agenzia portandosi dietro un collega fidato, un amico fotografo e Stefania, la nipote di una vecchia amica e compagna di avventure, ovvero la contessa Tornabuoni. Il primo caso fa presto ad arrivare: si tratta della sparizione di una giovane universitaria, Carlotta, figlia di Giorgio Condotti, commercialista ucciso in una sparatoria anni prima. Trapela dal racconto convulso della madre una progressiva intolleranza da parte della ragazza nei confronti dell'ambiente da cui proviene, legato alla borghesia cittadina: un elemento che potrebbe giustificare la fuga da casa. Ma dietro alla sparizione della ragazza c'è molto di più: Condotti ha curato per anni interessi sporchi, finendo dentro alla melma di un mondo più potente e forte di lui, in grado di schiacciarlo per poi liberarsene al momento opportuno. Interessi che coinvolgono la 'ndrangheta e il traffico di rifiuti illeciti e che si ricollegano a due fatti bui della cronaca locale e nazionale degli ultimi anni: il processo per disastro ambientale per la discarica di Pitelli, in provincia di La Spezia, a seguito del ritrovamento di scorie nocive e l'omidicio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. Una storia dai contorni poco chiari,  della quale probabilmente la giovane Carlotta ha voluto scoprire particolari più precisi, con conseguenze pericolose...
Il golfo di La Spezia, tra i più suggestivi delle coste italiane, meta di poeti e scrittori, con un mare bellissimo e scorci indimenticabili: sembra impensabile che a pochi passi da questa meraviglia sia situata quella che per i più è conosciuta come "la collina dei veleni", ovvero la discarica di Pitelli, ubicata sopra i quartieri di San Bartolomeo e Ruffino e vicina al borgo da cui prende il suo nome. Qui dal 1979 sono insabbiati ogni tipo di rifiuti, dalle diossine  di Seveso a scarti dell'industria farmaceutica,  residui di origine petrolifera e di demolizioni navali, fusti di olii e catrame. Non a caso la provincia di La Spezia registra un indice altissimo di mortalità per cancro allo stomaco o all'intestino. E non a caso la giornalista Ilaria Alpi e il suo operatore Miran Hrovatin sono stati uccisi in Somalia proprio quando si stavano occupando di un traffico di rifiuti tossici illegali, in cui forse una tappa era proprio la  discarica di Pitelli. Andrea Campanella riprende questa storia, analizzandola e sviscerandola nei punti più critici, e colloca in questo filone di indagini il commissario già protagonista dello scorso romanzo Gli eroi sono finiti, ovvero Alvise Bertani, investigatore acuto e intelligente, seppure un pò troppo emotivo e sensibile al fascino femminile. L'insulto del tempo avvince e fa riflettere, angoscia e diverte, mescolando cronaca e fiction, dettagli di vita vissuta dei suoi protagonisti e testimonianza giornalistiche, frutto di una ricerca elaborata e completa. Campanella usa personaggi di fantasia per raccontare un enigma mai risolto e tremendamente reale, il mistero purtroppo è tutto vero e mai ha visto un concreto chiarimento o una soluzione: Condotti, Bertani, loro no, non esistono ma il resto fa parte della storia recente. Come, purtroppo, la sentenza che ha assolto tutti gli imputati per disastro ambientale legati alla "collina dei veleni".

 

 

 

 
 
 
 
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