L'invenzione della solitudine

L'invenzione della solitudine
Ci sono molti modi per raccontare la storia di una famiglia: per mettere insieme ricordi, foto, rotture, generazione dopo generazione. Anche la morte, l'improvvisa assenza di chi assente è sempre stato, l'imprevista presenza generata dal vuoto, può divenire strumento catartico per descrivere il complesso rapporto padri-figli. Se poi il figlio, in questo caso, è anche scrittore come Paul Auster, ne vien fuori un ritratto dettato dall'urgenza di non perdere l'esile traccia lasciata da un genitore, per fermare, almeno su carta, l'immagine sfocata di Sam Auster. Dove a parlare sono gli oggetti usati e coperti di polvere, la grande casa rimasta immobile nel tempo, un segreto brutale custodito negli scantinati del passato. Auster, in questo cammino a ritroso alla ricerca di un genitore sempre lontano, distante dagli altri, chiuso alle emozioni e restio alle parole, scopre il modo migliore per indagare anche su stesso in una veste nuova: quella che gli ha donato la nascita del figlio Daniel, verso cui nonno Sam dimostrò solo un pallido affetto formale. Paul Auster, così, diviene padre e figlio nello stesso momento, spinto a scrivere dalla necessità di conoscere la figura, centrale e marginale, di Sam, e quella appena affacciatasi alla vita del figlioletto Daniel...
L'invenzione della solitudine prende l'avvio da un fatto reale per dipanarsi in un'acuta, profonda e toccante riflessione: sugli intricati e complessi legami familiari, sulla memoria, sulla possibilità di far sopravvivere chi, una volta scomparso, rischia di scivolare nell'oblio senza che nulla rimanga a testimoniarne la concretezza. Diviso in due parti, duplice e profondo atto d'amore - Ritratto di un uomo invisibile e Il libro della memoria - L'invenzione della solitudine è il libro in cui Paul Auster solleva il velo della finzione letteraria per mostrare ai lettori una cicatrice profonda, fresca, generata dalla morte del padre: figura amata ma mai compresa, un enigma in forma di genitore, dai modi scostanti e dalle scarse passioni. La scomparsa di Sam è la drammatica occasione che occorre all'autore per frapporre fra sé e il padre il giusto e necessario distacco, per comprenderne, finalmente, l'immobilità emotiva, scavando oltre la fredda facciata offerta al mondo. Ed è la stessa morte di Sam che, probabilmente, aiuta Auster ad orientarsi nel nuovo ruolo di padre dopo la nascita del figlio Daniel, a guardarsi allo specchio ed oltre, per sondare le mille implicazioni che un'esistenza lega alla realtà chi l'ha generata.

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