L'Italia in presa diretta

L'Italia in presa diretta
Nell’estate del 2009, alcuni barconi con centinaia di migranti vengono scoperti in rotta verso la Sicilia. Ormai allo stremo delle forze e ignari del loro destino, i migranti vengono riportati indietro da due motovedette italiane, fino al loro punto di partenza, in Libia. È l’attuazione dell’accordo tra Berlusconi e Gheddafi, con cui viene inaugurata la politica dei respingimenti. Un fotografo italiano, Enrico Dagnino, realizza un reportage drammatico per il giornale francese Paris Match, che denuncia la disperazione e i maltrattamenti subìti dai migranti ad opera della polizia libica. Ma nel nostro Paese la notizia non passa nei principali media. Sono troppo impegnati ad accendere i riflettori sul “miracolo” berlusconiano della ricostruzione post- terremoto a L’Aquila. Le new town, infatti, concepite in fretta e furia dal governo e dalla protezione civile di Bertolaso, iniziano a sorgere sul territorio abruzzese, snaturando di fatto la fisionomia delle comunità pre-esistenti. Ma i cittadini non riescono a reagire, è ormai in atto una strategia del controllo nelle tendopoli, dove vengono limitate le stesse libertà individuali e addormentate le coscienze…
Sono soltanto due dei temi trattati da L’Italia in presadiretta. Il giornalista e autore Riccardo Iacona riporta, infatti, in forma di reportage scritto, le puntate del programma televisivo  Presadiretta, andato in onda su Rai 3 nella scorsa stagione. Gli altri argomenti trattati vanno dall’attacco alla magistratura e ai problemi posti al suo funzionamento da parte dell’attuale maggioranza politica, allo sforzo quotidiano di giudici e carabinieri nella lotta alla ‘ndrangheta e alla sua diffusione capillare in Calabria e altrove, alla mancanza di politiche pubbliche in materia di edilizia popolare – ormai da diversi decenni – che provoca nelle città più grandi un mercato degli affitti insostenibile soprattutto per le fasce più deboli. E ancora, la funesta privatizzazione dell’acqua pubblica con annessi rincari e disservizi e la riforma della scuola pubblica che ha gettato improvvisamente nella disoccupazione e nella precarietà decine di migliaia di persone. Ma il pezzo forte di questo volume è senz’altro il capitolo dedicato alla vicenda delle pressioni del Premier sull’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dirette a fermare la puntata di Anno Zero incentrata sul processo Mills. Le intercettazioni nelle quali Silvio Berlusconi tenta di sollecitare Innocenzi, membro dell’Authority ed ex Fininvest, rivelano in modo quasi grottesco quanto il capo del governo sia riuscito nel corso degli anni ad inserire in posti chiave del potere suoi ex dipendenti  o membri del suo entourage. E di come utilizzi le stesse modalità da direttore di azienda anche quando ha a che fare con organi e con persone che hanno funzioni istituzionali di controllo e che dovrebbero, di conseguenza, avere la massima autonomia decisionale. Attraverso queste storie, che emergono grazie ad un appassionato ed intenso lavoro di inchiesta sul campo - qualità estremamente rara nel panorama del giornalismo italiano odierno - Riccardo Iacona  riesce a dipingere un impietoso ritratto del Bel Paese ai tempi del governo Berlusconi.  E, alla prova dei fatti, il giudizio sull’attuale classe dirigente non può essere che netto, senza spazio per fraintendimenti: in Italia è ormai in atto una “svolta autoritaria”. È questo il titolo dell’introduzione al libro, in cui l’autore afferma – senza mezzi termini – come il nostro Paese sia sempre meno libero e come l’immediato futuro non si prospetti per nulla migliore.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER