Litigando con il mondo

Litigando con il mondo
Sotto un pergolato un consesso maschile e baffuto, come d’abitudine, discute di acquisti e vendite davanti a bicchieri colmi di vino bianco. Lazar, arrampicato sui tralci di una vecchia vite, è lì che ascolta, osserva. Ma non sempre comprende. Quando è colpito da una parola sconosciuta e intrigante: sospetto. Si riferivano a Nikola, un uomo solo all’apparenza come gli altri. Nasce allora il desiderio di entrare a far parte di quel mondo, di diventare un uomo “sospetto”, in continuo contrasto con gli altri. Ma nonostante i suoi sforzi, nulla pareva accadere… Settembre aveva portato via gli ultimi scampoli d’estate lontano da Sarajevo. Marko tremava per il freddo e la stanchezza dell’ultima nuotata. Sulla riva opposta erano fermi ad aspettare i vestiti e le loro case. La sua e dei suoi compagni di ginnasio. Ma Marko non sente nulla: è completamente immerso nelle sue riflessioni, fatti di racconti e dura (quanto insopportabile) realtà. Solo la bellezza avrebbe potuto salvarlo. E la bellezza aveva una forma e un nome: Roza Kalina. Perché i suoi genitori litigavano in continuazione? Sarebbe riuscito Marko a rasserenare l’animo inquieto e spaventato di Roza? Sarà su stessa riva, quella del loro bacio, l’acqua fredda a risvegliare Marko dai suoi ricordi…
Il gioco della guerra che fa crescere e lasciarsi alle spalle i sentimenti da bambino, con le sue prove di coraggio. Grandi passioni che sembrano esclusive e che occupano tutto il tempo e tutto lo spazio, tutta la mente. Ma che, una volta adulti, si perdono nella memoria quasi cancellandosi, come elementi insignificanti. Grandi domande che bramano risposte, piccole esperienze che hanno emozionato e che restano dentro, insostituibili. La chiusura che segue l’incapacità di comunicare, il sentirsi inadeguati, la paura di sbagliare. I sogni che si confondono con la realtà. Gli eventi a cui i giovani protagonisti assistono e che vivono, pur nella loro semplicità, appaiono quasi epici nella ricostruzione intima degli stessi protagonisti. Ragazzi che crescono affascinati ed anche condizionati dai racconti degli adulti, che entrano da comparse nel mondo dei ragazzi e dei loro sentimenti, a volte cambiandone il corso, a volte per far loro da specchio, a volte per aiutarli a sostenere il peso di crescere. Litigare con il mondo non è altro che affermare la propria identità, cercare la propria strada, in un continuo alternarsi di desiderio e realtà, aspirazioni e storia. Libro malinconico, leopardiano, nel racconto del dolore e della difficoltà della fanciullezza: gli adolescenti smarriti non sono altro che “le anime di quei piccoli uomini che chiamiamo bambini”. La narrazione è senza tempo e senza spazio, nell’immutabilità dei sentimenti umani più profondi. Tutti possono riconoscersi nei momenti cruciali che hanno segnato la crescita di ciascuno: il rapporto con gli adulti, il primo bacio, le prove di coraggio, la morte che si accompagna all’amore, la paura dell’umiliazione, la vergogna e il sollievo delle soluzioni, il coraggio di seguire le proprie aspirazioni. Sullo sfondo di questo dolcissimo testo, la Bosnia dei primi anni del Novecento, prima che il regime nazista cancellasse sogni e speranze. Paesaggi ancora naturali e storie semplici, quasi al nocciolo della vita, descrizioni precise e dettagliate fin nei minimi particolari in poche brevi frasi, racconti essenziali e sintetici ma efficaci, che lasciano un senso di riscoperta della giovinezza e della sensibilità del delicatissimo passaggio all’età adulta. Racconti tutti quelli che non hanno perso lo spirito bambino. Perché diventare grandi è una cosa seria.

 

 

 

 
 
 
 
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