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Quale conversazione può scaturire se si è seduti al tavolo con la propria moglie e lo scrittore inglese Ian McEwan, importunati peraltro da un occasionale avventore già mezzo ubriaco e interamente molesto? Obdulio Varela forse anche i più incalliti calciofili se lo sono dimenticato. Eppure è stato assoluto protagonista di un’impresa memorabile, vincendo un titolo mondiale con l’Uruguay battendo il Brasile a casa sua. Nonostante sia un monumento vive isolato e scontroso, tra i poveri, in un quartiere dormitorio e non vuole concedere interviste perché dice di non aver nulla da dire... Belgrado durante la guerra scoppiata fra il mondo e la Jugoslavia negli anni Novanta ha in serbo (!) sorprese incredibili. Come la storia della Dafiment, finanziaria con a capo una procace e intraprendente signora serba che durante il conflitto regala guadagni incredibili a chi accorda investimenti in denaro contante, ovviamente senza che ciò possa turbare la generosa comunità internazionale... Quando si guarda in televisione il Giro d’Italia si rimane basiti ad immaginare lo sforzo dei corridori durante le ascese alpine o appenniniche. Eppure – incredibile ma vero – risulta ancor più faticoso seguire la corsa in macchina. Fa più male di andare in bici...

Nel solco della tradizione che vede illustri precedenti anche in Italia (ad esempio Dino Buzzati, non a caso nato giornalista e solo successivamente impostosi come narratore), Sandro Veronesi sin dagli esordi come romanziere ha collaborato con importanti testate nazionali compreso il “Corriere della sera”, spesso come inviato speciale. Come in Occhio per occhio, altra raccolta di reportage, anche qui però a ben vedere la vis autoriale dello scrittore prende il sopravvento e nonostante si tratti di meri resoconti di fatti o parole ascoltate è indubbio il taglio letterario più che giornalistico degli articoli raccolti in questo libro. Ed allora si sovrappongono senza stridere narrativa, giornalismo, invettiva, sarcasmo, memoria. Piccoli e grandi drammi di un’umanità variegata e globale, partendo dalle lotte operaie di Piombino e passando per i quartieri poveri di Montevideo, arrivando alla uggiosa Liverpool, città natia degli hooligan più scatenati, per finire nella infuocata Belgrado di fine anni novanta, sotto il tiro delle forze Nato. Ed eccole le tre sezioni del libro in questione. Ritratti di gente che magari ha avuto i propri cinque minuti di celebrità per poi sparire nel nulla, per propria volontà oppure solo per destino. Sopralluoghi in posti che sono diventati emblemi del nostro vivere contemporaneo, spesso a causa di vicende violente e sanguinarie. Collaudi, per vivere “live” esperienze sempre amate, a voler sperimentare in prima persona ciò che si è vissuto da spettatore.



 

 

 
 
 
 

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