Lo scandalo della stagione

Lo scandalo della stagione
1711, Inghilterra. La regina Anna, protestante ma proveniente dalla famiglia degli Stuart, siede sul trono tenacemente. I cattolici, perseguitati per anni con la legge delle Dieci Miglia, cominciano a fare nuovamente capolino tra le vie di Londra e sperano, limitandosi ad osservare o cospirando segretamente contro la regina, nella salita al trono di Giacomo III, cattolico ma esiliato in Francia da lungo tempo. In questo quadro storico si inserisce la saison londinese, attesa, bramata, sognata da tutte le fanciulle benestanti e con una dote sulle spalle e dai vari baroni, conti, aspiranti scrittori ed intellettuali affermati quasi che l’unica ragione di vita fossero i balli, i picnic sulle sponde del Tamigi, gli incontri galanti e le passeggiate tra i parchi ai raggi del timido sole autunnale, tutti espedienti per riuscire a trovare moglie o marito ed inserirsi sempre di più nella società 'che conta', tra prime teatrali e divertimenti non sempre casti che si protraggono fino a notte fonda. Arabella Fermor e Lord Petre sono oggetto del gossip più sfrenato: lei di una bellezza quasi inenarrabile, una dea inavvicinabile, altera e sagace ma con una dote di sole quattromila sterline l’anno e lui, barone affascinante ed adulatore, sogno proibito di tutte le donne di Londra e in combutta con Douglass per attentare alla vita della regina. Entrambi cattolici e appartenenti a due tra le famiglie più antiche di Londra, vengono presto travolti dalla fiamma della passione, incoscienti ed impulsivi. Intorno a loro Alexander Pope, il 'rospo gibbuto', poeta in ascesa dall’animo sensibile e proveniente dalla campagna, e le cugine Blount, Teresa e Martha, trasferitesi in città da Benfield per godere dei piaceri che la vita mondana londinese può loro offrire e per accasarsi ad un buon partito. Ed ancora personaggi del calibro di Swift, Charles Jervas (rinomato ritrattista) e Richard Steele...
Il romanzo, eccezionalmente simile ai capolavori di Jane Austen (di cui la scrittrice è una studiosa), è una sensuale ed attraente girandola di intrighi, amori impossibili, invidie, vestiti alla moda confezionati con le migliori stoffe, carrozze che si avventurano nel cuore della notte, matrimoni combinati, tentativi disperati di conquistare un solo istante di fama e successo che basti per una vita intera, convegni privati tra lenzuola di seta mentre fuochi scoppiettanti riscaldano gli ambienti e pettegolezzi sospirati o gridati ai quattro venti riempiono l’aria. Il desiderio e l’ossessione di essere presenti, in auge, riconosciuti socialmente ed ammirati come si ammira un solitario (con ammirazione bramosa ed invidia per chi ne possiede uno) fanno muovere i personaggi come palline impazzite in balia di una roulette russa che un giorno può far toccare il paradiso ed il giorno successivo può gettare nella miseria. Lo scandalo della stagione del titolo è un ricciolo rubato ad Arabella Fermor da Lord Petre che con tale gesto deride il rituale del corteggiamento ed umilia la donna della quale è innamorato ammettendo platealmente la sua imminente unione (imposta ed accettata con riluttanza) con l’insipida, eppur ricchissima, Catherine Walmesley, e serve su un piatto d’argento la chance per Pope di scrivere una satira che otterrà grande successo sull’accaduto, confermandolo come il più grande poeta del secolo. Il gioco della seduzione, dell’adulazione e del corteggiamento o della mortificazione tagliente sono il leit-motiv del romanzo e la capacità di Sophie Gee di rappresentare tutto questo con delicatezza e una scrittura che calza come un guanto di seta su una mano sottile sono encomiabili. Spietata, spocchiosa e altezzosa eppure affascinante ed elegante questa Londra tutta nastri e broccati. Arguta la penna che fa vivere su carta personaggi storici realmente esistiti, conosciuti, studiati, su cui si è scritto molto e altrettanto si è detto. “Tanto Arabella che Teresa capivano di appartenere ad un mondo che non conferiva particolare valore a virtù quali la forza d’animo, la carità e l’umiltà. Tuttavia nessuna delle due aveva mai tentato di abbandonare quel mondo per un altro”. Perché quando quello che vogliamo conquistare sono il successo e la ricchezza tutto vale e non si guarda in faccia a nessuno, oppure si subiscono, per un triste fato, le scelte che la vita fa al nostro posto.

Leggi l'intervista a Sophie Gee

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