Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone

 Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone

Vazzarìa è un piccolo paese nell’entroterra siciliano, un agglomerato rurale composto di anime semplici, ai margini del tempo e ai margini dello spazio. È qui che Nirìa, disertore di guerra, nel 1943, nei giorni confusi, frenetici dello sbarco alleato in Sicilia, scampa alla condanna che lo aspetta e si rifugia con il figlioletto e il padre. Fugge in seguito a un sogno premonitore, un incubo che prelude ad accadimenti che lo convincono a lasciare tutto per rintanarsi in quel paesino che gli pare talmente fuori dal mondo da poterlo proteggere da lui stesso. Una volta lì, come se gli eventi lo avessero travolto, quasi non avesse una volontà propria, diventa il capobanda di un gruppo di disertori che paiono scappare dalla guerra e dalla vita in sé. È sempre a Vazzarìa che Libbertu, giovane con la passione per lo studio, gran lavoratore, secondo di sette fratelli, è nato e cresciuto. Un uomo in apparenza semplice, che adora lavorare e non ha paura di sporcarsi le mani, ma che allo stesso tempo coltiva il sogno informe di realizzare qualcosa di più grande, di dare un senso alla propria vita. Così mentre Nirìa fa il suo ingresso in paese per scappare dalla guerra, Libbertu vi esce per andare in Libia e prenderne parte. Intanto le forze italo-tedesche e quelle alleate si infliggono gli affondi finali, in una guerra spietata che non lascia scampo a nessuno…

I personaggi di questo romanzo sono tanti e diversi, ognuno sfaccettato, ben congegnato e perfettamente delineato. Il primo, grande protagonista, che come nebbia pervade l’intera narrazione, è il secondo conflitto mondiale. La guerra che con i suoi catastrofici effetti, i suoi morti, la sua distruzione, la sua povertà, aleggia sulle teste di tutti: un Dio crudele, capace di fare il bello e il cattivo tempo, capace di condizionare la vita e i pensieri. Una presenza che, con i suoi artigli lunghi e affilati percorre la trama dall’inizio alla fine e intanto raggiunge, striglia e graffia i tipi umani che le girano attorno. A doverci fare i conti sono Nirìa e Libbertu, uomini forti dai sentimenti delicati, tratteggiati con tocco leggero, che si muovono lievi sulla pagina. Grande pregio de Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone, edito dalla piccola ma brillante Edizioni Spartaco, è infatti la capacità di unire senza sforzo eventi drammatici e tragici a sentimenti e sensazioni profonde e dolcissime; l’amicizia, l’amore, il desiderio di pace, l’aspirazione a un futuro migliore. È un esperimento in cui l’autore, Alberto Maria Tricoli, siciliano, uomo di lettere, riesce in modo meraviglioso, regalando al lettore immagini e sensazioni struggenti, confezionate in uno stile leggero e arioso. Il risultato è eccezionale.



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