Lo sguardo del paesaggio

Lo sguardo del paesaggio
Cosa intercorre fra noi e il paesaggio? Fra noi e il suo aspetto? I luoghi in cui siamo nati hanno una forza a volte incontrollabile: evocano, emozionano, commuovono. Il paesaggio è un misterioso specchio del sé. Noi guardiamo il paesaggio, ma è anche lui che guarda noi. Esso ci guarda e ci riguarda. Come si possono ignorare il paesaggio dell’infanzia, i nidi delle contrade madri? Il paesaggio, in qualche modo, è ciò che noi stessi siamo: esso è unità di tempo e spazio, memoria e immagini, parole scritte o pronunciate. Il paesaggio è l’Origene su cui si costruisce la sensibilità di uomini, è l’Amor Loci a cui inesorabilmente si tende; esso corre insieme al viaggio  in cui noi stessi siamo immersi nel corso della nostra vita, perché i luoghi ci toccano e ci segnano fuori e soprattutto dentro…
Con questo libro  incisivo come una profonda inchiesta sull’anima di ognuno, il poeta ed editore barese Giuseppe Goffredo (promotore in passato e ancora oggi di rilevanti simposi poetico-culturali sulle più originali espressioni intellettuali di tutto il Mediterraneo) interpreta il reportage sul paesaggio italiano (da Nord a Sud) come uno strumento per scrutare dentro se stessi. Le pagine sfrecciano come percorsi autostradali che fendono paesaggi antichissimi, immortalati dalla fotografia metaforica e sobria di Cosmo Laera, in un gioco felice di commento fotografico alla scrittura e viceversa. Una simbiosi di parole e immagini che si concreta in una sorta di “fenomenologia del paesaggio “(ancora tutta da esplorare) che commuove per come suggestiona e sussurra emozioni.

 

 

 

 
 
 
 
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