Lo specchio nero

Lo specchio nero

Bologna, luglio 2014. Il 43enne Walter Pioggia, molto alto e magro, dall’aria stralunata, ha avuto infanzia e adolescenza pesanti e insostenibili, ne ha parlato e ancora ne parla a quattro successivi psicanalisti. Nel 1996 ha scritto un bel romanzo autobiografico di successo (L’uovo del mondo, poi riedito e divenuto anche atto unico teatrale), ora è un affermato abitudinario direttore editoriale ed editor: vive tra manoscritti da pubblicare (o meno) e libri editi da promuovere, molti i gialli e i noir. La sua piccola importante casa editrice è attentamente diretta dall’affascinante severa 70enne Jennifer, soprannominata Vedova Nera, americana trasferitasi in Italia per amore del colto e ricco Ruggero Bandini (marito ormai defunto). Una notte, non si capisce come, Walter si trova con un coltello insanguinato in mano accanto al letto in cui giace una commessa 28enne sgozzata, in una stanza con la porta chiusa dall’interno. Nella vasca del bagno cieco (porta chiusa dall’esterno) c’è un impiegato 35enne accoltellato. Impossibile. Scappa, butta nel laghetto gli indizi, prova a riprendere la vita normale, ripensa al terribile passato, qualcuno lo marca stretto…

Il bolognese Gianluca Morozzi è autore vivace e prolifico, musicista, chitarrista e gran tifoso rossoblù. Copertina, incipit e spiegazioni finali non rendono bene la qualità del nuovo bel romanzo dallo stile divertente e scoppiettante, che è anche un competente, notevole “divertissement” sul genere letterario e sul mondo dell’editoria. Alterna una terza persona quasi fissa sul presente e la prima che narra quel traumatico passato poi dato alle stampe, in corsivo raramente c’è il frustrato colpevole. Per amorevole invidiabile caso Isabel Gori ‒ snella atletica abbronzata, occhi nocciola, zigomi alti, naso piccolo, seno generoso ‒ ha scritto un bel libro su un’infanzia difficile, Lo specchio nero, con Virginia e gli Oltrenauti: per Walter significherà molto. Il titolo del romanzo è un po’ il simbolo del genere giallo, testi disseminati di specchietti per le allodole. Innumerevoli sinossi e incipit di romanzi, da scartare ma significativi per la storia narrata. Musica soprattutto degli immortali antichi gruppi pop rock (anche i Genesis di “Nursery Cryme”, del 1971 come Morozzi).

 


 

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