Lo spirito della volpe

Lo spirito della volpe
Il Mandarino Tân e il letterato Dinh sono in viaggio verso nord e fanno sosta a Fai Fo, città portuale molto ricca e viva. Sfortunatamente per lui, Dinh viene accusato dell'omicidio di una locandiera e rinchiuso in prigione in attesa dell'esecuzione. Intanto un serial killer cannibale soprannominato ”il Buongustaio“ imperversa nella zona e rivendica gli omicidi inviando alle autorità gli avanzi dei suoi pasti, cioè le mani e i piedi delle vittime. Chi è? E' forse la signora Kitsune, conturbante creatura che vive di notte? Oppure colpevoli sono le anime dei defunti che giungono in massa a banchettare, in occasione della festa di Vu Lan in loro onore? A ben vedere, tutti i personaggi hanno fame: il vorace Buongustaio; la bella Kitsune, che ha lo spirito della cacciatrice; il Mandarino Tân, dall'appetito insaziabile; il generale Tho, affamato di potere; i defunti, ansiosi di prender parte al banchetto...
Quinta avventura per il mandarino Tân, eroe creato da Kim Tran-Nhut e Tranh-Van Tran-Nhut (ma in realtà solo i primi due romanzi della saga sono stati scritti in tandem, e attualmente dietro alla macchina da scrivere c'è solo Tranh-Van), sorelle vietnamite cresciute tra Usa e Francia. Ispirato alla figura di un vero antenato delle due sorelle, Tan si muove sullo sfondo del crudele e selvaggio Vietnam del XVII secolo, popolato da monaci, beoni, concubine e sicari. In quest'ultima avventura - come sempre condotta con una certa sfrenata 'asianaggine' fatta di ironia, leggerezza e violenza al tempo stesso - abbondano sesso e cibo, notoriamente legati a doppio filo. Intelligente, intrigante, anticonformista. Incomprensibile la scelta di modificare la copertina dell'edizione originale con una molto meno efficace.

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