Lo stato intermedio

Lo stato intermedio

“La morte nella nostra società è come gravata da inibizione comunicativa. Parlarne significa infrangere le convenzioni”. Per questo argomento tabù sembra non valere l’adagio che parlarne serva ad esorcizzarne le paure. Addirittura ci sono gesti inconsci utili ad allontanare la morte da noi:”Quando si mangia oltremodo cresce un’equazione alimentare inconscia: più mangio, più mi aggrappo alla vita”. Eppure, a quanto pare, è “solo un problema di approccio”, che nasce, paradossalmente, dalla concezione della vita:”Se sperimento la vita come possesso, io ho paura della morte, ovvero di perdere ciò che ho”. Se l’uomo moderno, in concomitanza con lo scientismo, ha razionalizzato la morte e l’ha “sottratta alla sua dimensione metafisica come compimento naturale della vita”, così non è stato nelle civiltà più antiche, considerato che non ne è esistita alcuna che non si sia interrogata sull’argomento. Ad esempio, ne Il Libro dei Morti egizio esistono indicazioni di luoghi attraverso i quali l’entità psichica giungerà alla luce immortale; infatti è probabile che il corretto significato del titolo – che propriamente è Libro per uscire al giorno – sia “libro per uscire alla vita”, interpretato naturalmente in senso esoterico. È possibile addirittura tracciare “una cartografia degli stati di coscienza extra-corporei che spazia dalla tradizione Sufi a certi libri dell’Islam, alle Upanisad indiane, attraverso le parole dei saggi Lama tibetani e del Libro tibetano dei morti. È necessario però essere attenti, mai superficiali, per scoprire come attraversare degnamente il Bardo…

Il tema, benché soggetto persino a gesti scaramantici (come avverte uno degli autori), è innegabilmente affascinante; l’occasione – il docu-film Attraversando il Bardo proiettato al Festival internazionale ArteSpirito del giugno 2014 – galeotta. La conversazione introduttiva tra il cantautore, regista, pittore, scrittore e tanto altro siciliano e Gianluca Maggi, storico delle religioni, psicoanalista, filosofo e orientalista, così interessante da far germogliare l’idea di un libriccino all’Editrice Arte di essere (oggi Tlön). Non una “pura e semplice trascrizione”, avverte Magi, ma un organico percorso da suggerire al lettore per aiutarlo a seguire una scelta logica di letture e studi. Si tratta di testi difficili, quasi impraticabili per il lettore digiuno di filosofia e soprattutto non avvezzo a tematiche escatologiche, trascendenti ed esoteriche. Il libriccino presenta brevemente la storia degli autori citati in interessanti riquadri spesso corredati da belle fotografie in bianco e nero. Di questi testi i due autori conversano citando passi utili ad illustrare la cartografia dei luoghi, ovviamente psichici, attraverso i quali oltre la morte sarà possibile “restare vivi dopo la morte”. Ma per farlo è necessario fare qualcosa di ancora più difficile: fare “in modo che vi sia vita dopo la nostra nascita”, abbandonando la tentazione di ripiegarsi egoisticamente su se stessi. “In realtà la morte non è fine, non è inizio, ma passaggio”, ed è questo passaggio – il Bardo appunto – che dobbiamo imparare a conoscere e attraversare. Non è un percorso semplice, e Battiato e Magi non intendono neppure insegnarlo ma soltanto guidare il lettore interessato. Ma è affascinante e possibile. “Gli esseri devono andare da qualche parte. Quindi avremo tante possibilità di non tornare su questo pianeta e cominciare il viaggio in altre galassie. Così è. E così sarà!”. Parola di Franco Battiato.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER