Lo strangolatore di Moret

Lo strangolatore di Moret
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Il commissario Lucas sta bevendo un caffè mentre impartisce istruzioni ad un ispettore. Stanno andando a prendere José, il frontman di una famosissima jazz band. In realtà il loro obiettivo dovrebbe essere Julie, una ballerina acrobatica. La donna del Banchiere, un criminale senza scrupoli, che non accetta di essere mollato. Ma non hanno fatto i conti con Torrence, investigatore privato e direttore dell’Agenzia O. E con l’assassinio dello Zio John: pugnalato alla schiena. Con uno stratagemma Torrence riesce ad evitare che José, suo cliente, sia ingiustamente accusato di omicidio. Eppure José viene portato in commissariato per l’interrogatorio. Tutti gli indizi portano indiscutibilmente ad identificare lui come l’assassino. Ma in ogni indagine che si rispetti, è necessario che si trovi l’arma del delitto. Torrence, senza alcuno scrupolo, decide di produrre una falsa prova. Domenica 7 giugno, strane coincidenze si abbattono sulla piccola cittadina di Moret: in due locande, ai due lati opposti della stessa strada, alloggiano due anziani signori con l’abito grigio che si dichiarano con lo stesso nome e che chiedono, entrambi, di dormire nella camera 9. Il lunedì mattina erano entrambi morti. Strangolati. Alla stessa ora. Entrambe le valigette dei due uomini sembrano sparite. Una giovane donna batte il tacco ad inviare messaggi utilizzando il codice Morse e si scopre che l’albergo è il luogo ideale per fare (strani) incontri…

L’Agenzia O ha nuovi casi da risolvere e nuove sfide da affrontare. Torrence, braccio destro di Maigret, ed Émile, braccio destro di Torrence, sono sempre un passo avanti ai poliziotti. In realtà, tra i due, è certamente Émile la mente, geniale ed intuitivo, trainante e risolutivo. Tre racconti brevi per altrettante avventure: L’arresto del musicista, Lo strangolatore di Moret e Il vecchio con il portamine. Il panorama dei personaggi (tutti perfettamente caratterizzati) si amplia a raccontare storie a tratti al limite dell’inverosimile e del paradosso. Dal 1941 gli scritti di Georges Simenon sono arrivati a noi senza perdere smalto: i tre racconti, infatti, fanno parte di un’antologia pubblicata su ‘Police-Roman’ e da allora le avventure dell’Agenzia O si sono fatte strada fino ad oggi. Originali nello stile e nella trama. Le brevi introduzioni a ciascun capitolo danno al lettore le coordinate entro le quali orientarsi. Ma la cornice entro la quale interpretare ed apprezzare pienamente i racconti è certamente l’ironia. Anche in queste pagine, con pochi essenziali dettagli, Simenon è capace di tratteggiare un personaggio, evocare un luogo, definire una situazione. Senza far mai rimpiangere il commissario più famoso del mondo.



 

 

 
 
 
 

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