Lo strano caso del barone Gravina

Lo strano caso del barone Gravina
Il barone Gravina è un intellettuale dall’indole solitaria e meditabonda che vive nell’agiatezza di una famiglia nobile. Spesso tiene conferenze talvolta strampalate; è cresciuto insieme a Michele Cataldo, figlio della contadina che da sempre lavora nei possedimenti del padre, per lui come un fratello tanto che è diventato l’amministratore di tutti i suoi beni. La conduzione di questi affari però non è cristallina.  Il barone sposa un’amica comune conosciuta ai tempi dell’università, ma la prima notte di nozze un senso di repulsione non lo fa avvicinare alla donna, che emana per lui un odore nauseabondo.  Il barone non si accosta più a lei, tanto che la baronessa sospetta della presenza di un’amante. L’ossessione del barone non è solo per l’odore della moglie, ma per il senso di colpa che il distacco da lei gli fa sentire. Sa che la donna soffre per questo, si sente un codardo, ha cercato anche di farla avvicinare a Michele incoraggiando una relazione fra loro, ma l’unico pensiero che lo fa stare meglio - in quella che è diventata un’ossessione quotidiana - è la sua morte. In preda alla disperazione decide di tornare al suo paese di origine, la città dei morti, dove ritrova ricordi creduti pensi e dove matura la decisione che cambierà il suo destino: quella di uccidere la moglie…
Protagonista incorporeo che domina tutto romanzo è l’odore, una presenza invisibile, trasparente, impalpabile, che diviene però un ostacolo concreto e prepotente al vivere quotidiano soprattutto in presenza di misantropi culturalmente elevati incapaci di sopportare persino una persona che li ama nonostante l’indifferenza.  Un romanzo scuro, cupo, a tratti tetro, ambientato in una Sicilia che oscilla tra personaggi gattopardeschi e atmosfere à la Camilleri anche se il commissario Strocchi non rimanda al più celebre Montalbano. Ben descritti anche i protagonisti minori, che simili a un coro fanno da cornice e impreziosiscono il romanzo.  La scrittura della Valbonesi è asciutta ed essenziale, efficace nel prendere per mano e condurre il lettore in luoghi lontani, sconosciuti, nei quali tutti i sensi sono chiamati in causa per percepire il profumo del mare, la consistenza della nebbia, i rossi dei tramonti e l’azzurro intenso prima della notte, ma anche l’acre e dolciastro odore dei cadaveri, il fetore della donna e di un paria scoperto da Cataldo in una casa abbandonata nella città dei morti.

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