Lo Zar non è morto

Lo zar non è morto
Cina, 1931. Giungono segnalazioni di un uomo in tutto e per tutto identico a Nicola Romanov, lo Zar fucilato nel 1918 ad Ekaterinenburg. Si tratta semplicemente di un sosia, oppure il sovrano è in qualche modo riuscito a sfuggire ai bolscevichi, oppure ancora il massacro della sua famiglia era solo una macabra messa in scena? In ogni caso, quest’uomo rappresenta un enorme pericolo per il regime sovietico e viceversa un potenziale asso nella manica per le potenze rivali dell'URSS. Quindi tutte le diplomazie e tutti i servizi segreti del pianeta si scatenano in una caccia senza quartiere al presunto Zar Nicola II redivivo, tra Pechino, Istanbul, Losanna, Parigi, Enghien, Roma e Vaticano...
Fantapolitica steampunk firmata da un nome collettivo? Il massimo del trendy, sacripante! 'Peccato' che si tratti di un romanzo scritto più di 70 anni fa, in pieno Ventennio, e che dietro alla siglia misteriosa Gruppo Letterario dei Dieci si nascondano Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Bontempelli, Antonio Beltramelli, Lucio D’Ambra, Alessandro De Stefani, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi , Alessandro Varaldo, Cesare Viola, Luciano Zuccoli. Alcuni tra i nomi più in vista del panorama culturale italiano dell'epoca, qui alle prese con un divertissement fanta-spionistico tutto ritmo, azione, colpi di scena, virili agenti segreti fascisti, estetica pop-vintage e una raffica di anacronismi deliziosi per il lettore moderno. Una piccola gemma ritrovata che riscrive la storia del romanzo collettivo, genere finora ritenuto retaggio esclusivo del cyberpunk, e che minaccia di diventare un caso letterario.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER