L'odore salmastro dei Fossi

L'odore salmastro dei Fossi

Un uomo rinviene lentamente dopo un lungo stato di incoscienza. Tenta di aprire gli occhi, ma a malapena li socchiude. Pian piano il mondo circostante inizia a riprendere forme riconoscibili: un muro diroccato, erbacce sotto il marciapiede, della ghiaia sparsa qua e là, alcune macchine parcheggiate. I suoi sensi gli portano l’odore del salmastro portato dal mare, unitamente al puzzo dell’acqua dei canali che attraversano la città. A fatica riesce a staccare dall’asfalto il volto, cercando di raccattare i pensieri e metterli in ordine. Finalmente, quell’uomo riesce a riconoscere anche la città: è Livorno. Ricorda di essere un poliziotto e si accorge che un colpo di pistola è stato esploso da poco: lì vicino c’è un cadavere. Intanto, le sirene della polizia si fanno già sentire alle sue calcagna e quell’uomo capisce in un lampo. Ma adesso, rialzatosi, il commissario Mario Botteghi non ha tempo di spiegare ai colleghi ciò che ai loro occhi appare invece molto chiaro. Deve solo fuggire nei vicoli oscuri di Livorno per riacciuffare la verità…

Diego Cavalleri, classe ’76, esperto di musica e di cinema, collaboratore di Fandango e fondatore della Jolly Roger Productions, dimostra di essere in sintonia con la giallistica italiana contemporanea. Con ambientazioni ben congegnate, descrizioni molto visive e tattili, dialoghi serrati egli scrive una storia adatta per una buona fiction, di quelle dove i processi di identificazione fra eroi della vicenda e dimensione geografica sono molto evidenti con il pregio (non proprio diffuso) di mettere in primo piano la città stessa di Livorno, protagonista fra i protagonisti non con le azioni e le parole ma con le sue mura e i suoi scorci suggestivi. Tuttavia, l’idea narrativa del potere che cannibalizza se stesso (il potere politico che cerca di liquidare quello investigativo) non è proprio una novità assoluta, così come anche alcune battute in alcuni momenti salienti (vedi il “ti faccio fuori come un cane” di pagina 123) avrebbero avuto un effetto meno prevedibile e più pungente con una maggiore concessione al dialetto.



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