Lombra

Lombra

Anno 1876, 31 gennaio. Una donna, dal suo balcone, osserva la strana scena che le si para davanti. Non sa bene cosa sia, ma avverte che nella sua città, Londra, è appena arrivato il Male. Ha appena sistemato il treppiedi su cui adagiare la macchina fotografica e scattare una foto alla piazza quando si accorge di qualcosa di insolito. Un gran rumore di passi, e di suole, e una donna molto anziana, e molto piccola, vestita di nero. Attraversa la piazza risoluta, e di scatto apre la bocca. In modo del tutto innaturale. La mandibola fa uno scatto e dall’interno di quella strana figura comincia a uscire un fumo nero e denso. Un’immensa oscurità che ha avvolto tutta Londra in pochi istanti. Eppure era una mattina serena e quasi soleggiata, prima che lanciasse la testa indietro e aprisse la sua larga, larghissima gola. Il 3 febbraio, pochi giorni dopo, Eleanor Cranwell, sul suo diario personale sta annotando ciò che ormai da alcuni giorni è l’unica certezza: a Londra non c’è più la luce e nonostante i lampioni siano sempre accesi non serve a scacciare quella oscurità innaturale che si è impadronita di tutti i quartieri. La ragazza pensa, anzi ne è certa, che il buio sia arrivato insieme alla strana famiglia che si è da poco trasferita nel suo quartiere, Connaught Place. Quella inquietante famiglia in cui tutte le persone hanno volti tristi e vestono di nero...

Edward Carey gioca con le parole anche nel volume conclusivo di Iremonger, e fin dal titolo: così Londra, la città protagonista della conclusione della saga, si trasforma in “Lombra” in italiano e in “Lungdon” nel titolo originale. Quest’ultimo termine fa pensare ai polmoni, quelli pieni di fumo dei manichini costruiti senza sosta dai capifamiglia Iremonger per devastare la città che li ha traditi, quel Parlamento che ha approvato la crudele legge che ha permesso che Heap House e tutta Foulsham fossero bruciate, insieme ai suoi abitanti. Chi è riuscito a fuggire dal rogo medita vendetta contro la crudele Lombra e contro i suoi abitanti, che cominciano prima piano e poi sempre più velocemente a venir trasformati in oggetti dei più svariati tipi. Gli Iremonger, costretti a nascondersi in una villetta per scampare alla polizia che dà loro la caccia, hanno un piano per distruggere il Parlamento dall’interno, e Clod sarà l’artefice della sua buona riuscita, almeno nei disegni di nonno Umbitt. Rispetto ai primi due libri della saga c’è un ulteriore allargamento spaziale, nonostante gli Iremonger sopravvissuti siano meno. I protagonisti principali della storia, Clod, Lucy, la cugina Pinalippy (promessa sposa di Clod fin dalla loro nascita), la londinese Eleanor Cranwell, i ragazzi-fiaccola e gli Iremonger più agguerriti si spostano tra le vie tessendo piani e osservando le reazioni dei londinesi alla catastrofe. La parola d’ordine del capitolo finale della saga è l’azione, il caos che porta tutti a un unico punto: il Palazzo di Westminster. Una degna conclusione, grottesca come il lettore si aspetta, offuscata tuttavia da una certa fretta di concludere che non svela al lettore da dove nasce il potere “magico” della strana famiglia Iremonger, da cosa derivi la maledizione che si portano dietro, e perché il patto fra loro e la città di Lomdra sia sorto e sia stato poi ripudiato. Nonostante questo, la trilogia si rivela ricca di elementi originali e descrizioni vivide e gotiche e oscure atmosfere che faranno immergere il lettore nel fumo più nero, fra ratti e periferie, fino al tu per tu con la regina Victoria, nientemeno.



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