London Mirabilia

London Mirabilia

Londra è da sempre crogiolo di etnie, di storie, di culture e modi di vivere agli antipodi gli uni dagli altri: basta infatti entrare in metropolitana per fare una breve analisi antropologica. Dall’uomo dell’immaginario classico, il businessman, al punk irriducibile; dalla signora dal sari sgargiante alla ragazza che esibisce il suo stile goth. La città dalle architetture severe e ordinate conserva, come il vezzoso dandy che si cela dietro alla facciata dello storico completo scuro e bombetta, un universo interno di bizzarie, meraviglie e insoliti incanti. Diciassette tappe caratterizzano un viaggio sotterraneo e luminescente. Si parte dal Pollock’s Toy Museum, che conserva raccapriccianti moltitudini di bambole che ricordano quelle dietro i cui occhi si nascondano trappole per l’anima di chi ci si imbatte; giocattoli in ogni dove, scimmie di latta, vere e proprie scenografie in miniatura dei teatrini di cartone, modelli di treni, automi e matrioske, tra gli altri. Il percorso nei luoghi “mirabilia” londinesi prosegue con il Sarastro Restaurant, un locale nato innanzitutto per divertire, nel West End, quartiere dei teatri, una quarantina in tutto. Nel cuore di Theatreland in Drury Lane c’è questo mirabolante posto fondato nel 1996 da Richard Niazi, turco-cipriota soprannominato King Richard, il re di Covent Garden, noto per il suo estro e per la sua eccentrica personalità. Un mash-up di stili: italiano, gotico, rococò, inglese, ottomano e bizantino rispecchiamo lo spirito del fondatore che aleggia ancora nelle boiseries barocche. Altra tappa, il Musical Museum, un museo non della musica, ma proprio musicale. Infatti, nelle sale allestite a Brentford, nella periferia occidentale di Londra, lo spazio suona da solo. Una folta collezione di strumenti automatici è conservata dal 1963, quando il museo fu fondato da Frank W. Holland; oggi è gestito da volontari. E ancora, progetti museali, e non, dei più disparati da visitare, dal RAF Museum, al British Optical Association Museum: diciassette posti, diciassette mondi per esplorare la Londra degli eccessi o solo delle rarità, sempre dello stupore…

Fa seguito alla guida alternativa Paris Mirabilia pubblicato nel 2017 questo London Mirabilia, che accompagna il visitatore immaginario in diciassette tappe scelte dalla rodata coppia Ivan Cenzi e Carlo Vannini ed dedicato alla città degli estremi, del rigore e dell’anarchia, simbolo del Regno Unito. Come nel volume precedente, anche qui l’iter è studiato per stupire il turista che non voglia perdersi nei cliché, ma intenda gettarsi a capo fitto nella schizofrenia che ogni posto, segretamente, conserva. Un percorso tortuoso a volte, altre più ufficiale, ma sempre tendente allo straordinario. Negozi di giocattoli d’altri tempi, neon intermittenti e sfavillanti, dissacranti nei temi, di un sofisticatissimo senso dell’assemblaggio nei modi espressivi; dopo-teatri dallo stile disturbante e insieme ordinatissimi musei di macchinari bellici: tutto fa brodo per un racconto che serve al duo Cenzi-Vannini a dipingere una Londra caleidoscopica, dove la polvere è magica, nella quale il cielo plumbeo è solo il primo strato di intonaco sotto cui si celano i colori più assurdi. Lo fanno con metodo, con discreta dovizia, ma soprattutto con grande partecipazione: uno stupore che prima di raggiungere il lettore permea completamente gli autori. Traspaiono il divertimento, la mania, la curiosità di chi redige il testo che straborda raggiungendo il potenziale viaggiatore. Un ibrido tra un manuale di viaggio, tra indirizzi e cenni storici, e quei volumi che con amore descrivono le città con personali suggerimenti e con partecipazione: basti pensare a Lisbona di Fernando Pessoa, figlio tecnicistico di quei quaderni di viaggio che dalle estreme, immaginifiche e commoventi conseguenze arrivano fino a In Patagonia di Bruce Chatwin.



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