Lonely Betty

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È la vigilia di Natale del 1999, e in meno di dodici ore lo spazzaneve ha già fatto sei volte avanti e indietro sul tratto della Route 9 che attraversa Durham. Il camion è guidato da Mike Dougladis, che in seguito dichiarerà ai microfoni della WZON, l’emittente radio locale, di non aver mai visto tanti fiocchi piombare giù dal cielo sulla cittadina del Maine, estrema propaggine nordorientale del New England, normalmente comunque nevosa, specie in inverno, da quando a cinque anni si è trasferito al di là dell’oceano dalla sua natia Patrasso, in Grecia, assieme a padre e madre. In realtà però l’evento del giorno è che il sindaco Robert Kawzcinsky deve presenziare alla festa, nella locale casa – ribattezzata dalle malelingue “cassa” – di riposo, in onore dell’ex maestra Betty Holmes, prima cittadina di tutta la contea a compiere, e proprio nel giorno di Gesù, cento anni: ma il tempo infame e gli incidenti da esso provocati, dato che la popolazione altro non è che un manipolo di scriteriati che pensa solo a ubriacarsi per festeggiare degnamente la venuta al mondo di Nostro Signore, lo bloccano, e quindi deve mandare la sua vice. Sarah Marcupanni, una bella ragazzona che non si è ancora ripresa dal lutto per il suo cane, che non ha nessuna voglia di andare in quel luogo impregnato di vecchiaia e che, purtroppo per il sindaco, che vorrebbe tanto farci sesso selvaggio, ha una fidanzata con cui già pregustava di trascorrere beatamente la serata. Ma Sarah non può negarsi ai suoi obblighi: al tempo stesso, non sospetta minimamente quello che accadrà…

Joseph Incardona, di origini siculo-svizzere, è autore di racconti, romanzi, sceneggiature e graphic novel, e nel 2015 ha anche vinto il prestigioso Grand Prix de Littérature Policière, fondato del 1948 da Maurice-Bernard Endrèbe e assegnato ogni dodici mesi – con l’eccezione del 1961 – al miglior romanzo giallo francese e straniero pubblicato nell’anno (nel palmarès autori del calibro di Malet, Benacquista, Collette, Highsmith, Scerbanenco, Queen, Vázquez Montalbán, Forsyth e Connelly…): uno scrittore di genere che attraverso di esso, grazie a una prosa raffinata, classica ma mai banale, e a un talento limpido di narratore che si manifesta con fluidità e senza passaggi a vuoto, riesce a raccontare storie che vanno in profondità e che toccano con numerose sfumature tanti temi, nel caso specifico caratteristiche fondamentali come il silenzio, la memoria, la coscienza e la verità. Nel contesto simbolico di una doppia ricorrenza, la nascita di Gesù e il centesimo compleanno di una delle persone più conosciute – l’ex maestra di generazioni di allievi, Betty Holmes, da oltre cinquant’anni completamente muta – di una piccola comunità del nevoso Maine, la terra di Jessica Fletcher, l’investigatrice incarnata sul piccolo schermo da Angela Lansbury, de Le regole della casa del sidro, film tratto da John Irving premiato fra l’altro con due Oscar, e soprattutto di Stephen King, che di brivido se ne intende, due outsider come la già nominata Sarah Marcupanni e John Markham, l’ex tenente di polizia ora in pensione e al primo Natale da vedovo, si trovano infatti inaspettatamente – tutti, in un contesto del genere, si concentrerebbero solo sui festeggiamenti e su quello che rappresentano – di fronte a un nuovo-vecchio mistero. I fratelli Harrys sono scomparsi da sessant’anni e non si è mai saputo più nulla: qualcuno però adesso (ri)comincia a parlare.



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