Lotta di classe

Lotta di classe
Salvatore è il fratello piccolo di Nicola. Rimasto orfano di madre alla nascita, con un padre prima disperso e poi morto in Cina, viene cresciuto dallo zio, ex portiere di uno stabile della periferia di Roma, ora semi-infermo e sprofondato in una poltrona. Salvatore studia per sfuggire alla trappola del precariato che ha già attanagliato suo fratello, e ama in ordine sparso: andare a guardare le prostitute, la crema Nivea, pronunciare le parole al contrario e la signorina Patrizia. Nicola, il fratello grande, lavora in un call-center della Capitale da otto anni, fa il turno di notte, colleziona telefonate di maniaci zozzoni e frustrazioni. Fino al giorno in cui si ribella al sistema e si mette a vendere kebab a Tor di Quinto. Marinella lavora con Nicola ma fa il turno di giorno, vive da sola, con mille paranoie e una “magagna”: un labbro leporino che la ossessiona da quando era bambina. In seguito ad un incidente che fa saltare in aria Patrizia fino a ridurla in coma e distrugge per metà l'appartamento in cui abita, i destini dei protagonisti e quelli delle comparse che li circondano, subiscono una definitiva evoluzione...
Esiste qualcosa di magicamente affascinante in questo nuovo romanzo di Ascanio Celestini – scrittore, attore, documentarista – quasi un miracolo della scrittura che trafigge, pugnala, sconquassa pur mantenendo quella levità che attraverso ogni pagina, dentro ogni riga, eleva anche i destini dei più sfortunati. Funambolico, teatrante, immenso rappresentatore della realtà più in sofferenza e ai margini di una società che la inghiotte ma non la omologa, l'autore affronta il disagio di vivere di quattro giovani d'oggi alle prese con i problemi del lavoro che non c'è, in un perenne sforzo per emergere dal sottobosco di chi li vorrebbe tutti con lo stesso marchio di fabbrica. Eppure Salvatore, Nicola, Marinella e Patrizia si ribellano, sfuggono all'appiattimento e grazie alle loro piccole follie trovano il modo per contrapporsi, riesumando una lotta di classe a tratti anacronistica, ma sicuro viatico per la sopravvivenza. In un mondo in cui il tempo è solo tempo e il denaro resta semplicemente denaro, in cui Barbie “vintage coi bigodini” si accompagnano a “nuovi modelli appena sfornati” di Ken, Big Jim e Superman da fantafavola nazionalpopolare, c'è chi come gli sgangherati protagonisti di Celestini tenta una rivincita anche nel definitivo cinismo del mors tua vita mea. Non si esce mai bene dalla lettura di un libro di Celestini: la realtà non ci viene risparmiata e nemmeno edulcorata. Ma la sapiente e spietata mano dell'artista sa come regalare comunque poesia di vittoria. Si può ancora rimanere puri in un'epoca come la nostra? Si può ancora crudelmente sperare di riprendersi il sangue versato? La risposta è tutta nelle 229 pagine di questa grandiosa epopea de' noantri che attraversa gli animi e le coscienze, sconfina nel passato, inciampa nel futuro e rimane un'ulteriore magistrale interpretazione di un giovane “sopravvissuto all'apocalisse”.

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