L.O.V.E.

L.O.V.E.

Giordano Giordano guarda il corpo in avanzato stato di decomposizione del padre, Italo Giordano. La salma di Italo è il simbolo più calzante della rovina della famiglia Giordano: da una delle più ricche e opulente nel mondo, alla decadenza in cui Giordano, la sorella Jessica e la madre Lorena vivono. Non resta traccia della forza e della determinazione che un tempo pervadevano quel corpo. Eppure, di fronte alle spoglie mortali del padre, Giordano non prova né compassione, né empatia. Potrebbe trovare qualche ricordo di complicità condivisa nei lontani tempi dell’infanzia, ma è consapevole che la ricerca risulterebbe comunque inutile: non ha mai amato suo padre. Persino le sue ultime volontà – essere cremato e che le sue ceneri fossero sparse al vento dal punto più alto di Villalibera, il feudo personale in cui Italo crebbe e costruì la sua fortuna – sono state disattese. Ma ora Giordano si è recato nella cappella di famiglia per mantenere una promessa e cremare il padre. Solo l’anello d’oro che Italo si comprò a trentatré anni, per festeggiare il superamento dei cento milioni di lire di fatturato, è rimasto intatto. Italo non avrebbe mai voluto separarsi da quel cimelio, ma Giordano lo sfila dal suo dito ossuto e se lo mette in tasca. Simula una preghiera, chiede agli inservienti di lasciarlo solo per un attimo e scoppia a ridere fra sé e sé con gioia infantile. Poi assiste con affettuosa pazienza all’allestimento della camera ardente. Dopo la pratica della cremazione, “la liberazione sarebbe stata definitiva”…

L.O.V.E. è il secondo romanzo di Giancarlo Liviano d’Arcangelo, dopo Andai, dentro la notte illuminata (peQuod, 2007), con il quale arrivò in finale al Premio Viareggio. In questo libro, vastissimo in quanto a temi e riflessioni, si avvertono anche gli echi della sua produzione saggistica: Invisibile è la tua vera patria (Il Saggiatore, 2013) che tratta della crisi dell’industria, Gloria agli eroi del mondo del sogno (Il Saggiatore, 2014) focalizzato sul mondo del calcio, Il gigante trasparente (Il Saggiatore, 2015) incentrato sulla figura di Adriano Olivetti. I Giordano sono una potente famiglia del sud Italia, proprietari di una multinazionale che si muove con spregiudicatezza nel mondo dell’economia e della finanza, soprattutto grazie al padre Italo, un imprenditore che aggredisce la vita e il mercato con la vitalità passionale di una belva e utilizza qualsiasi escamotage propagandistico, tra cui l’acquisto della società calcistica di Villalibera, per dipingersi come il padrino locale del suo paese natale. Ai suoi antipodi si staglia la figura del figlio, Giordano Giordano, l’io narrante del romanzo attraverso cui passa tutta l’epopea della sua famiglia. Lo sguardo di Giordano è cinico e sferzante: si rivolge tanto alla sua sfera intima, dalla quale tracima un odio inveterato e un desiderio di vendetta inestinguibile nei confronti del padre (da qui la O e la V del titolo – da notare l’effetto straniante dell’acrostico che beffardamente suona come la traduzione inglese di “amore”), quanto al mercato capitalista e neoliberista che sfrutta e manipola persone, animali e paesaggi per estrarre indisturbato la più ampia fetta di profitti. Bisogna stare attenti, perché L.O.V.E. è come il Vaso di Pandora: quando lo si apre, si potrebbe rimanere esterrefatti da quanto sordido e brutale è il mondo in cui ci è capitato di vivere.



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