Luce

Luce
Il progetto di 'torre solare' (Tour Soleil) del celebre architetto Jules Bourdais, che nel 1889, in occasione dell'Esposizione Universale, voleva erigere una costruzione nei pressi del Pont-Neuf in grado di illuminare tutta Parigi senza bisogno di altre lampade nelle strade fu bocciato a favore della torre di ferro dell'ingegner Eiffel, è vero. Ma è un progetto la cui mera ideazione segna il culmine di un processo storico e culturale nel quale molti hanno voluto vedere un parallelismo tra Illuminismo e illuminazione, un processo che ha una prima fondamentale tappa nel 1783, quando il chimico Francois Ami Argand presenta la sua lampada a olio, che per prima forniva un'applicazione pratica alle recenti scoperte di Lavoisier. La lampada di Argand, che ebbe una enorme diffusione, non emetteva cattivo odore, era regolabile e dava una luce non tremolante. La combustione del gas di carbone, sperimentata già a cavallo tra Seicento e Settecento da John Clayton, non trovò applicazione pratica fino al 1802, quando fu realizzato un impianto di illuminazione a gas della fabbrica Watt & Boulton di Birmingham. Curioso che fino al 1816 – con un tentativo dimostrativo a Parigi accolto dall'indifferenza generale del tedesco Friedrich Albert Winsor – nessuno abbia pensato a uno sfruttamento per usi civili del gas fino al 1820 circa in Inghilterra e ancor più tardi nel resto d'Europa. Sorgono dal nulla enormi gasometri, e con loro tutta una serie di paure e leggende metropolitane...
L'illuminazione artificiale nel XIX secolo, pubblica e privata, è l'oggetto del dotto ma agile volume di Wolfgang Schivelbusch, saggista berlinese trapiantato a New York e specializzato in Storia della scienza e della tecnica. Argomento affascinante, e non privo di risvolti inattesi, che l'autore sa rendere con maestria: come ha modificato la percezione e la descrizione degli oggetti, delle case, delle città, delle forme e dei colori la luce artificiale, ben più potente e 'impietosa' di quella a combustione che aveva accompagnato l'uomo per millenni? Come cambia la cultura con la nascita di nuovi spazi come le vetrine e i parchi di divertimento? A queste e ad altre domande – anche più inattese – il libro risponde con la massima precisione documentale e ricchezza iconografica (le illustrazioni non si contano), raccontandoci la sconfitta della notte e del buio che nemmeno due secoli fa ha rivoluzionato la società umana per sempre.

 

 

 

 
 
 
 
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