L'udienza

L'udienza
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Vanek, ex autore di opere teatrali inviso al regime che ora fa l'operaio in un birrificio, viene convocato dal capo produzione, un uomo laido e insinuante, che con giri tortuosi di parole – e trangugiando caraffe di birra una dopo l'altra, fino a ubriacarsi del tutto – chiede a Vanek innanzitutto di organizzargli un incontro sessuale con la Bohdalova, un'attrice molto popolare, e poi di scrivergli i rapporti proprio su Vanek stesso che il capo produzione deve periodicamente inviare alla polizia. In cambio, lui potrebbe traferire l'operaio dissidente a una mansione più leggera...
La figura del Václav Havel dissidente politico, intellettuale anticomunista, fondatore del movimento Charta 77, figura-guida della rivolta che trasformò la Cecoslovacchia in una democrazia nel 1989 e infine Presidente della Repubblica Ceca per ben dieci anni si è mano a mano sovrapposta a quella dell'Havel scrittore e drammaturgo. Inevitabile, probabilmente. Ma questo volume, che ripropone in una raffinata veste editoriale con testo originale a fronte una delle sue opere più conosciute, può forse contribuire a 'riequilibrare' il ruolo di Havel nell'immaginario collettivo. Scritta nel 1975, subito dopo che l'autore era stato sbattuto a lavorare in un birrificio nel quadro dell'onda lunga della repressione della Primavera di Praga, la piéces teatrale L'udienza fu per molti anni rappresentata solo in forma privata (la prima ceca, per la regia di Ivan Zmatlìk, è addirittura del dicembre 1989), ma ciononostante divenne da subito molto popolare. Il dissenso, la corruzione, il disincanto, le differenze sociali, il lato grottesco del totalitarismo: temi importanti, che Havel riesce ad affrontare senza verbosità, con uno humour amaro pienamente inserito nella tradizione letteraria mitteleuropea. Kafka e dintorni.

 

 

 
 
 
 
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